Le città del mondo cambiano volto: Giacarta è la più popolosa, ma la crescita è nelle piccole realtà
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Redazione Esteri
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Un’analisi approfondita, condotta dal Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, rivela un panorama urbano in profonda e costante evoluzione, dove i tradizionali centri di gravità demografica sono affiancati da una miriade di realtà inaspettate. Se è vero, infatti, che le megalopoli continuano a esercitare un fascino potente, accogliendo una fetta consistente della popolazione globale, è altrettanto innegabile che il fenomeno dell’urbanizzazione sta assumendo connotati sempre più policentrici e diffusi. Ormai il 45% degli 8,2 miliardi di persone che abitano il pianeta risiede in agglomerati urbani, un dato che, se paragonato al misero 20% registrato nel 1950, rende con immediatezza la portata di una trasformazione epocale, la quale, peraltro, non accenna a fermarsi.
Il podio delle megalopoli e la geografia demografica
A guidare la classifica degli insediamenti più popolosi si conferma Giacarta, la capitale indonesiana che, con i suoi quasi 42 milioni di abitanti, rappresenta il vertice assoluto di un processo di concentrazione umana senza precedenti. A seguire, a completare un podio tutto asiatico, si piazzano Dacca, in Bangladesh, con una popolazione che sfiora i 40 milioni di residenti, e Tokyo, la metropoli giapponese che ospita circa 33 milioni di persone. Questi numeri, sebbene impressionanti, raccontano solo una parte della storia, quella più visibile e mediatica, mentre il cuore pulsante della crescita urbana batte altrove, in centri minori che stanno conoscendo uno sviluppo tumultuoso.
La silenziosa esplosione delle piccole e medie città
Il rapporto, che ha preso in esame ben 12.000 città sparse per il globo, mette in luce un dato fondamentale e spesso trascurato: la stragrande maggioranza di questi centri, il 96% per la precisione, conta meno di un milione di abitanti, e addirittura l'81% non supera la soglia dei 250.000. Sono proprio queste realtà, di piccole e medie dimensioni, a registrare i tassi di espansione più elevati, un trend particolarmente marcato in continenti dinamici come l'Africa e l'Asia. È qui che si gioca una partita cruciale per il futuro dell’assetto planetario, lontano dai riflettori puntati sulle solite metropoli.
Il raddoppio degli agglomerati urbani e le proiezioni future
La trasformazione non riguarda solo il numero di persone che si spostano verso le città, ma anche la quantità degli agglomerati stessi. Dall’analisi emerge, in maniera inequivocabile, che il numero totale di città nel mondo è più che raddoppiato nel lasso di tempo compreso tra il 1975 e il 2025. Le proiezioni, del resto, indicano che entro il 2050 si potrebbe superare la soglia delle 15.000 unità, con la maggior parte di esse destinata, con ogni probabilità, a rimanere al di sotto del quarto di milione di abitanti. Una prospettiva che delinea un mondo non più dominato solo da poche, sterminate concentrazioni umane, bensì da una fitta e intricata rete di centri urbani di dimensioni contenute, i quali, nel loro insieme, stanno ridisegnando la mappa demografica della Terra.




