Ospedale del Mare, la furia di un utente e dei suoi familiari devasta il Triage: due infermieri aggrediti
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Redazione Interno
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Un pomeriggio di ordinaria follia, quello di ieri, ha trasformato il Pronto Soccorso dell’Ospedale del Mare di Napoli in un vero e proprio campo di battaglia. A farne le spese, come troppo spesso accade, sono stati due infermieri, colpiti mentre cercavano di svolgere il proprio dovere e, nel caso di uno di loro, anche nel disperato tentativo di placare gli animi.
L’episodio, che ha portato alla momentanea paralisi dell’area dedicata alle urgenze, è scattato per un motivo banale: un utente, dopo aver ricevuto informazioni dal personale, ha reagito sferrando una testata in pieno volto a un operatore. La reazione, immediata e violenta, ha innescato una colluttazione alla quale ha preso parte anche un familiare dell’aggressore, il quale non ha esitato a colpire fisicamente i sanitari.
La dinamica dell’assalto e la chiusura del Pronto Soccorso
L’escalation non si è fermata alle percosse; anzi, ha raggiunto un livello di gravità inaudito quando, nel caos più totale, uno degli aggressori ha tentato di sottrarre l’arma di ordinanza a una guardia giurata presente in servizio. Il gesto, che ha fatto temere il peggio per l’incolumità di chi si trovava in quel momento nell’area di Triage, è stato accompagnato dalla devastazione materiale della struttura: arredi e strumentazioni sono stati distrutti, costringendo la direzione sanitaria a un provvedimento drastico.
Dalle ore 15:00 di domenica 14 giugno, l’accettazione è stata limitata ai soli codici rossi, quelli che indicano cioè un’emergenza imminente con pericolo di vita, mentre tutti gli altri pazienti sono stati respinti o dirottati. Una scelta, quella di chiudere le porte ai codici minori, che di fatto ha paralizzato l’assistenza ordinaria, lasciando molti utenti senza una risposta immediata.
La denuncia dei sindacati e lo sfogo degli infermieri
L’eco della violenza ha trovato subito spazio nelle dichiarazioni dei rappresentanti dei lavoratori, i quali puntano il dito contro un’assenza ormai cronica di tutele. Il Nursind, in particolare, ha denunciato la mancanza di un presidio fisso delle forze dell’ordine, una carenza che si fa sentire soprattutto durante i giorni festivi, quando la solitudine degli operatori diventa ancora più opprimente.
Un infermiere, rimasto sotto shock per quanto accaduto, ha confidato ai colleghi il proprio dramma interiore, ammettendo di avere paura e di star seriamente pensando di abbandonare il lavoro in Pronto Soccorso per tutelare la propria incolumità. È questa, forse, la ferita più profonda lasciata dall’assalto: quella psicologica, che rischia di allontanare dalla trincea dei pronto soccorso chi, fino a ieri, credeva ancora nella missione del curare.
Le reazioni dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”
A lanciare l’allarme, attraverso i canali social, è stata come sempre l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”. Il presidente, Manuel Ruggiero, ha parlato di una escalation di violenza inaudita che ha reso necessario l’intervento massiccio per riportare la calma. Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli inquirenti, le forze dell’ordine sono comunque intervenute sul posto per avviare le indagini e identificare i responsabili del raid.
L’episodio di ieri non rappresenta un caso isolato nel panorama sanitario napoletano, ma si inserisce in una scia di sangue che sembra non arrestarsi mai, gettando ombre pesanti sulla sicurezza di chi lavora per salvare vite umane.




