Adelboden si ferma in silenzio, ma il gigante non attende: vinatzer e odermatt alla ricerca della forma olimpica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'atmosfera che precede tradizionalmente la classica di Adelboden, fatta di canti popolari e di un'animazione che sembra preparare la montagna al consueto fragore delle gare, quest'anno è sospesa in un silenzio insolito. Le operazioni di allestimento del villaggio della Coppa del Mondo, infatti, si sono svolte con un ritmo dimesso, quasi sommesso, in segno di rispetto per la giornata di lutto nazionale proclamata in Svizzera, che ha portato alla cancellazione di ogni evento collaterale. Un velo di compostezza, dunque, cala sulla Chuenisbärgli, la leggendaria pista che sabato 10 gennaio tornerà invece a vibrare per l'undicesima tappa del Circo Bianco, un gigante maschile che assume le caratteristiche di un fondamentale test pre-olimpico a meno di un mese dai Giochi di Milano Cortina.

Il duello per la leadership nella specialità

In questo scenario particolare, l'attenzione tecnica si concentra inevitabilmente sul duello per la vetta della classifica di specialità, dove l'austriaco Stefan Brennsteiner, attuale detentore del pettorale rosso di leader, dovrà vedersela con un Marco Odermatt determinato a riconquistare il trono proprio nel tempio svizzero della disciplina. L'asso di Nidvaldo, che partirà con il numero 7 nella prima manche, mira a una cinquina di successi su questo tracciato, ma dovrà guardarsi anche dagli altri rivali di giornata: il compagno di squadra Loic Meillard, fresco vincitore sulla Gran Risa, l'austriaco Marco Schwarz, che in Alto Adige aveva preceduto proprio Odermatt, e il gruppo di norvegesi pronti a insidiare il dominio delle due grandi nazioni alpine.

Le ambizioni azzurre e il percorso di Vinatzer

Lo spettro competitivo, del resto, è allargato e tra gli osservati speciali figura con merito anche l'italiano Alex Vinatzer, il cui andamento stagionale, costellato da prestazioni di elevato spessore, lo colloca in una posizione di rilievo. Il atesino, quinto nella graduatoria di specialità dopo aver sempre chiuso nelle prime quattordici posizioni e dopo l'exploit del secondo posto a Beaver Creek, approccia questa tappa con la legittima ambizione di avvicinarsi alla zona podio, confermando quel progressivo affinamento della condizione che rappresenta l'obiettivo primario in questa fase cruciale di avvicinamento all'appuntamento iridato. La sua gara, come quella di tutti i principali antagonisti, sarà condizionata anche dall'incertezza legata alle condizioni metereologiche, che potrebbero influenzare lo svolgimento della prima manche in programma alle 10.30.

Un campo di stelle e la sfida del brasiliano Braathen

Ad aprire il gigante, secondo l'ordine di partenza reso noto dagli organizzatori, sarà un altro outsider di qualità: il brasiliano Lucas Pinheiro Braathen, atleta dal talento cristallino capace di impensierire i big in ogni occasione. La sua discesa inaugurerà una prova che vedrà scendere in campo un parco di atleti di altissimo livello, ciascuno dei quali cerca, tra le porte larghe della pista elvetica, non solo i punti per le classifiche di Coppa del Mondo ma soprattutto la conferma definitiva di essere nella condizione ideale per puntare alle medaglie olimpiche. La classica di Adelboden, dunque, nonostante il silenzio della vigilia, si prepara a offrire il consueto, spettacolare banco di prova, dove ogni frazione di secondo guadagnato o perso racconta una storia di preparazione, adattamento e ricerca della perfezione atletica.

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