Odermatt domina il gigante di Adelboden e supera Tomba nella classifica dei successi
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Redazione Sport
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In un palcoscenico che, per tradizione e fascino, non ha eguali nel circo bianco, Marco Odermatt ha scritto un altro capitolo della sua ormai sterminata epopea. Sulla Chuenisbärgli di Adelboden, tra le bandiere svizzere sventolate da una folla in estasi, il campione di Buochs ha piegato il gigante più celebre del calendario mondiale per la quinta volta consecutiva, un'impresa fino a ieri solo sognata. Con un tempo totale di 2’31”23, Odermatt non si è limitato a regalare ai suoi tifosi un ennesimo, prevedibile trionfo, ma ha infilato un pokerissimo storico, scavalcando un primato che apparteneva al leggendario Ingemar Stenmark: lo svedese, infatti, pur avendo vinto quattro volte sulla medesima pista, non era mai riuscito a stringere in sequenza così tanti successi.
Un traguardo che entra nella leggenda
La vittoria, la cinquantunesima in carriera in Coppa del Mondo, ha un sapore particolare perché permette a Odermatt di superare, nell'albo d'oro di tutti i tempi, un altro monumento dello sci come Alberto Tomba, portandosi al quarto posto assoluto in una classifica che è il santuario di questa disciplina. Si tratta, per di più, del ventinovesimo successo nel gigante, specialità di cui, con questo exploit, ha ripreso saldamente il comando della classifica. Alle sue spalle, a completare un podio atipico e vivace, si sono piazzati il brasiliano Lucas Pinheiro Braathen, secondo a 49 centesimi, e il francese Leo Aguenod, terzo a 68 centesimi, il quale ha così festeggiato la seconda piazza della sua carriera nel massimo circuito.
L'amara delusione di Alex Vinatzer
Se la giornata è stata un inno alla perfezione tecnica e atletica di Odermatt, per l'Italia il bilancio si tinge invece di grigio, nonostante una premessa incoraggiante. Alex Vinatzer, partito con ottime intenzioni e capace di chiudere la prima manche al settimo posto, ha visto svanire ogni possibilità appena dopo il via della seconda discesa. Un errore dettato, come spesso accade, da un eccesso di foga e dall'ardore di lottare per il podio, lo ha infatti costretto a una brusca uscita di pista nella parte alta del tracciato, troncando sul nascere una prestazione che sembrava poter concludersi tra le primissime. Una beffa che si aggiunge a una stagione non semplice per lo sciatore altoatesino, il quale, nonostante la sconfitta, ha comunque mostrato di possedere i numeri per competere ai massimi livelli.
Il dominio che sembra non conoscere fine
Guardando al quadro d'insieme, ciò che lascia più stupiti non è tanto il singolo risultato, ormai quasi routinario, ma la capacità di Odermatt di innalzare costantemente l'asticella della propria grandezza. La serie di cinque vittorie consecutive nello stesso slalom gigante, una prova che per definizione è ricca di variabili e insidie, parla di una preparazione mentale e fisica quasi sovrumana, di una padronanza che annulla le asperità del terreno e la pressione psicologica. Mentre il circuito prosegue il suo tour, il fenomeno svizzero continua a forgiare la storia, lasciando ai rivali il ruolo di comprimari e ai statistici quello di inseguire, fatica dopo fatica, i suoi record.




