Grecia, blackout nei cieli: caos aeroporti per un guasto alle radio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un silenzio innaturale, rotto solo dal ronzio dei motori in attesa, è calato ieri, domenica 4 gennaio, sugli aeroporti greci. Un problema tecnico, ancora non completamente chiarito, ha infatti reso impossibili le comunicazioni radio tra i velivoli e i centri di controllo del traffico aereo di Atene, gettando nel caos più totale l'intero sistema. La Regione informazioni volo (Fir) della capitale, pilastro della gestione dello spazio aereo, ha smesso di funzionare correttamente, costringendo le autorità a una decisione drastica: la chiusura temporanea dello spazio aereo nazionale e la sospensione di tutti i decolli e gli atterraggi negli scali del paese, da quello internazionale di Atene fino ai più piccoli aeroporti regionali.

Un'emergenza che ha paralizzato i voli

L'evento, definito senza mezzi termini come un blackout dalle agenzie di stampa, ha paralizzato i collegamenti per diverse ore nel corso della mattinata, lasciando a terra migliaia di passeggeri e creando un effetto domino destinato a propagarsi ben oltre i confini nazionali. Gli aerei già in volo, per fortuna, hanno potuto proseguire le loro rotte, ma a quelli a terra non è stato concesso di muoversi. Soltanto nel primo pomeriggio, dopo interventi tecnici d'urgenza, il traffico aereo ha potuto riprendere gradualmente, sebbene con pesanti ritardi e cancellazioni che hanno continuato a complicare la situazione per il resto della giornata. Le autorità, interrogate sulla natura dell'accaduto, hanno fornito poche spiegazioni immediate, limitandosi a confermare un guasto alle radiofrequenze e ad avviare un'indagine interna.

Le ripercussioni internazionali e il monitoraggio Ue

Le conseguenze di un simile intoppo, com'è ovvio, non si sono fermate in Grecia. Numerosi voli internazionali in transito o diretti verso la nazione ellenica sono stati dirottati, cancellati o fortemente rimandati, con strascichi che si sono fatti sentire in molti aeroporti europei e del Mediterraneo. Tra le storie che emergono dal disagio collettivo, c'è quella di un gruppo di turisti provenienti dalla provincia di Vareso, rimasti bloccati per ore nell'aeroporto di Sharm el-Sheikh, in Egitto, in attesa di un volo per la Grecia che non poteva partire. La Commissione europea, da parte sua, ha dichiarato di essere al corrente dell'accaduto e di lavorare in stretto coordinamento con Eurocontrol, l'organizzazione che sovrintende alla sicurezza del traffico aereo nel vecchio continente, per monitorare l'evolversi della situazione. Un portavoce dell'Esecutivo comunitario ha però precisato che, al momento, non è nota "l'esatta natura del problema tecnico", lasciando intendere che le indagini dovranno stabilire se le cause siano da ricercarsi in fattori interni al sistema o in elementi esterni.

Inchieste aperte sulle cause del blocco

Mentre la rete del trasporto aereo tenta faticosamente di tornare alla normalità, rimangono dunque aperti tutti gli interrogativi su cosa abbia realmente provocato il collasso delle comunicazioni, un episodio grave e per fortuna non frequente in un'infrastruttura critica come quella del controllo del traffico aereo. Le autorità greche competenti hanno avviato accertamenti tecnici approfonditi per individuare l'origine del guasto, che ha costretto i controllori a procedure d'emergenza e, in alcuni casi, a gestire gli atterraggi con metodi manuali. La sicurezza, per quanto non sia mai stata dichiarata in pericolo, è un tema che non ammette leggerezza, e l'episodio di ieri dimostra quanto l'intero sistema, non solo quello nazionale, sia interdipendente e vulnerabile di fronte a un singolo punto di debolezza.

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