Windows 11, il Cestino mostra nomi strani dopo gli update di giugno 2026
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Gli aggiornamenti cumulativi di Windows correggono vulnerabilità, introducono miglioramenti e, talvolta, portano con sé effetti collaterali inattesi. È quanto sta accadendo con gli update distribuiti durante il Patch Tuesday di giugno 2026. Dopo le segnalazioni relative a problemi che coinvolgono OneDrive, Dropbox, schermate blu e richieste anomale di recupero BitLocker, l’azienda di Redmond ha informato circa l’esistenza di un ulteriore malfunzionamento che interessa una componente storica del sistema operativo: il Cestino di Windows.
Il Cestino di Windows mostra identificativi interni
Microsoft ha confermato un bug di Windows che può rendere poco chiara la cancellazione definitiva di un file dal Cestino. Dopo gli update di giugno, la finestra di conferma può mostrare il nome interno usato dal sistema, invece del nome originale dell’elemento eliminato. Il file nel Cestino continua però a essere visualizzato con il nome corretto. Il comportamento riguarda la cancellazione permanente di un singolo elemento: invece di vedere il nome familiare del documento, l’utente può trovarsi davanti a una stringa nel formato $Rxxxxx.
Ext, cioè il nome che Windows usa internamente per gestire il contenuto del Cestino. Il ripristino, secondo Microsoft, mantiene il nome originale e non altera il file recuperato.
Una falla visiva che coinvolge tutte le versioni supportate
La portata è ampia: il problema interessa tutte le release Windows ancora supportate, sia client sia server. Nell’elenco rientrano Windows 11 26H1, 25H2, 24H2 e 23H2, Windows 10 22H2 e varie edizioni LTSC, oltre a Windows Server 2025, 2022, 2019, 2016, 2012 R2 e 2012. Non è quindi un glitch limitato a una singola generazione del sistema operativo. Il difetto non viene descritto come perdita di dati, ma può creare confusione nei contesti dove la cancellazione definitiva è un’azione controllata.
Un nome interno mostrato nel prompt può spingere l’utente a interrompere l’operazione o, al contrario, a confermare senza capire quale elemento stia eliminando. In ambienti aziendali, questo genere di incertezza pesa soprattutto su help desk, amministratori e utenti meno tecnici.
I problemi più gravi e la soluzione in arrivo
Le segnalazioni sono arrivate dopo l’installazione di KB5094126 su Windows 11 24H2 e di KB5093998 su Windows 11 23H2. In molti casi il PC non riesce più a completare il boot e finisce su una schermata blu con il codice 0xc0430001. Il problema sembra colpire soprattutto sistemi aziendali e notebook già aggiornati. Al centro ci sarebbero controlli più severi legati a Secure Boot e alla catena di avvio UEFI.
Il primo passo per risolvere il blocco è disattivare Secure Boot dal BIOS UEFI, così si recupera subito l’accesso a Windows 11. Microsoft spiega che i suoi tecnici stanno lavorando a una correzione che arriverà con un futuro aggiornamento di Windows. Nel frattempo esiste un workaround per le organizzazioni, ma non viene distribuito come procedura pubblica: le aziende devono contattare il supporto business per applicarlo sui dispositivi interessati. Per gli utenti consumer, la soluzione ordinaria resta attendere la patch.




