Morto Alberto Bertone, fondatore dell'impero dell'acqua Sant'Anna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È scomparso all'età di cinquantanove anni Alberto Bertone, la mente che, fondando l'omonima azienda nel 1996, ha dato vita a uno dei colossi nazionali nel mercato delle acque minerali. La sua morte, avvenuta a causa di una grave malattia diagnosticatagli in modo fortuito alcuni anni or sono, è stata annunciata con un comunicato che parlava di "immenso dolore" da parte della famiglia, dei dipendenti e di tutti coloro che hanno collaborato con lui. La nota ufficiale, che lo ha definito "imprenditore visionario e coraggioso", ha sottolineato come la sua figura sia riuscita a coniugare una spiccata capacità d'innovazione a un'attenzione costante verso le persone, elementi che gli hanno permesso di ergersi a punto di riferimento per l'intero tessuto economico e sociale italiano.

Le origini di un successo imprenditoriale

La storia dell'Acqua Sant'Anna, che oggi vanta un fatturato stimato attorno ai 350 milioni di euro, affonda le sue radici in una scelta coraggiosa e in un'intuizione familiare. L'anno precedente alla fondazione, nel 1995, fu infatti il padre Giuseppe Bertone, imprenditore attivo nel settore edilizio, a individuare la sorgente Rebruant a Vinadio, in provincia di Cuneo. Questa fonte, situata a quasi duemila metri di altitudine sulle Alpi Marittime, offriva un'acqua dalla purezza straordinaria e dalla leggerezza tale da non necessitare di alcun trattamento chimico-fisico prima dell'imbottigliamento.

La sfida contro i giganti del settore

Nonostante il panorama dell'epoca, dominato incontrastato da multinazionali potenti e caratterizzato da margini di guadagno esigui e da una concorrenza particolarmente agguerrita, la famiglia Bertone decise di investire con determinazione in quel progetto apparentemente folle. A Alberto, che si discostava così dall'attività paterna, fu affidato il compito di trasformare quell'intuizione in una realtà industriale solida, una scommessa che si sarebbe rivelata vincente e che avrebbe cambiato per sempre gli equilibri del mercato italiano delle acque minerali.

I numeri di un impero industriale

L'eredità che Bertone lascia è quella di un'azienda che, sotto la sua guida di presidente e amministratore delegato, ha raggiunto livelli produttivi impressionanti. Con una capacità di produzione di circa due miliardi di bottiglie ogni anno e una quota di mercato che si attesta sul 14 per cento a livello nazionale, l'Acqua Sant'Anna si è ritagliata uno spazio di primaria importanza. Un impero da 350 milioni di euro, costruito partendo da una sorgente di montagna e dalla visione di un uomo che ha saputo vedere un'opportunità laddove altri avrebbero visto solo un rischio.

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