L'ultimo saluto ad Alberto Bertone, l'imprenditore che ha portato l'acqua Sant'Anna nel mondo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una folla silenziosa, composta in gran parte da operai riconoscibili dalle giacche blu con il noto logo azzurro, ha riempito questa mattina la chiesa della Gran Madre a Torino per dare l'ultimo saluto ad Alberto Bertone. L'imprenditore, che non era più definibile come ex presidente ma era il presidente e l'amministratore delegato in carica della Sant'Anna Spa, è scomparso a 59 anni dopo una malattia improvvisa e rapida, lasciando un vuoto profondo non solo nell'azienda ma in un intero territorio, che in lui vedeva un punto di riferimento imprescindibile. La sua assenza, che molti percepiscono come una ferita aperta, è stata mitigata soltanto dalla consapevolezza di un'eredità imprenditoriale e umana di raro spessore.
La visione che ha trasformato una valle
Bertone, la cui scomparsa ha fermato simbolicamente le macchine dello stabilimento in segno di lutto, aveva colto a metà degli anni Novanta, assieme al padre, le potenzialità di un'acqua di montagna, trasformando un'intuizione in un colosso industriale da 1,6 miliardi di bottiglie annue. Senza la sua visione, come molti ripetono con un senso di gratitudine che travalica il semplice rapporto di lavoro, quella valle avrebbe rischiato lo spopolamento e l'oblio. A Vinadio, borgo di poco più di cinquecento anime nella Valle Stura, sorge infatti lo stabilimento automatizzato da 60mila metri quadrati, il terzo più grande d'Europa nel suo comparto, un gigante industriale che egli ha plasmato e che oggi rappresenta il monumento più tangibile del suo genio imprenditoriale.
Un ricordo personale e un legame autentico
Ciò che emerge con forza, al di là dei numeri e dei primati industriali, è il ricordo di un uomo che non disdegnava di fermarsi a parlare con chiunque in azienda, costruendo un legame autentico con i suoi dipendenti, i quali oggi lo ricordano come una persona straordinaria e visionaria. La sua capacità di incarnare, nei fatti più che nelle parole, i principi di una dottrina sociale che restituisce valore al territorio e alle persone, è stata ricordata durante la cerimonia funebre, la quale ha sottolineato come, attraverso l'amore per la sua famiglia, egli sia in un certo senso ancora presente. Un sentimento, questo, che ha attraversato l'intera celebrazione, gremita di chi ha voluto onorare una vita spesa non solo per costruire un'impero commerciale ma per donare sé stesso, restituendo concretamente quanto aveva ricevuto.
Le radici di un percorso imprenditoriale
Originario di Moncalieri e figlio di imprenditori edili, il suo percorso formativo, che include una laurea in Scienze politiche a indirizzo economico e un Master al Politecnico di Milano, lo aveva preparato a raccogliere una sfida audace. Appassionato di calcio – aveva fatto parte, da ragazzo, delle giovanili della Juventus – Bertone portò nel business la stessa determinazione che probabilmente animava i suoi anni sul campo. A trent'anni, infatti, si lanciò nell'industria delle acque minerali, un settore che sotto la sua guida ha conosciuto una crescita esponenziale, portando l'acqua di Vinadio sulle tavole di tutto il mondo e dimostrando come un'idea, se supportata da tenacia e visione, possa diventare un'eccellenza riconosciuta a livello globale.




