Gasperini si rompe in lacrime e lascia la sala: «Non c’è più il papà Percassi»
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Redazione Sport
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La conferenza stampa della vigilia si era aperta con la gelida cortesia di chi deve dosare ogni parola, quasi fosse un farmaco salvavita, e si è chiusa con un gesto dirompente che ha spiazzato persino i cronisti più navigati. Gian Piero Gasperini, nel pomeriggio di oggi a Trigoria, ha provato a gestire la tensione accumulata in una settimana nervosa – prima le frizioni pubbliche con Claudio Ranieri, poi la preparazione di una sfida che per lui non è mai solo una partita – salvo poi crollare quando il discorso è scivolato sull’amore infinito per la sua ex squadra. A un certo punto, mentre ricordava il lungo ciclo vincente a Bergamo, l’allenatore della Roma ha sentito salire una commozione inarrestabile: «L’anomalia dell’Atalanta è stata giocare in Europa facendo utili, non solo per merito mio ma soprattutto di una società capacissima di operare in sintonia con l’allenatore. Poi quella sintonia, un po’ perché è cambiata la proprietà, un po’ perché non c’era più il papà a cui ero sicuramente più legato…». E qui, senza riuscire a finire la frase, Gasperini si è alzato, ha sbattuto un pugno sulla scrivania ed è uscito sbattendo la porta, non prima di aver dato un calcio alla porta stessa come a voler scaricare la rabbia di un addio mai digerito.
La sorpresa per i toni duri di Ranieri: «Mai successo in tanti mesi»
La parte iniziale del confronto con i giornalisti era stata invece una lunga, prudente disamina del rapporto saltato con il senior advisor dei Friedkin. Il tecnico ha voluto chiarire un aspetto che evidentemente lo ha ferito più di altre critiche: «C’è stata quell’intervista di venerdì scorso che ha creato tutta questa situazione. Per me è stata una sorpresa incredibile, perché non c’è stato mai, dico mai, un tono diverso tra me e Ranieri, sia nelle conferenze che facevamo sia nei rapporti diretti». Una precisazione, la sua, che suona come una difesa d’ufficio ma anche come un tentativo estremo di non alimentare ulteriormente le polemiche, visto che ormai la frattura appare sotto gli occhi di tutti. E aggiunge, con la voce che cerca di restare piatta: «In tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione, questi toni da parte sua. Da quel momento mi sono preoccupato solo di non rispondere e di non creare danni alla squadra e al pubblico».
Nove anni di storia spezzati: il paragone con il matrimonio e il rimpianto Percassi
Prima dello scoppio emotivo finale, l’allenatore aveva provato a mettere dei paletti, raccontando la lunga relazione con l’Atalanta quasi fosse un’unione coniugale finita male. «Sono stato otto anni a Genova e nove a Bergamo – ha ricordato – questo vuol dire che forse non sono proprio una persona così brutta. In nove anni a volte succedono punti di vista diversi, ma sempre nei limiti. Succede anche tra marito e moglie: si possono tirare fuori 3 o 4 episodi di scontro, ma quanti positivi? 50, 150, a centinaia». Un passaggio, questo, che fa capire quanto il tecnico viva ancora il distacco dalla realtà bergamasca come un lutto, nonostante la nuova avventura nella Capitale. Poi la stoccata finale, quella che precede la commozione: «Sono venuto a Roma perché ho visto una possibilità straordinaria, ma a Bergamo avevo trovato un contesto compatto. Il lavoro della società era straordinario, la città creò un clima ideale».
L’uscita di scena violenta e il silenzio che vale più delle parole
Quando il discorso è scivolato sul presente, e sulla sfida di domani contro l’Atalanta che sabato si gioca le residue chance Champions, Gasperini ha provato a mantenere la barra dritta: «Zero alibi, la squadra deve pensare solo alla partita. Io ho dovuto subire l’impatto mediatico, ma per noi questo conta zero». Un tentativo, quest’ultimo, di riportare l’attenzione sul campo che però è stato spazzato via dalle lacrime. Il finale è stato infatti un capolavoro di comunicazione involontaria: alzarsi, andarsene, sbattere la porta. Un gesto che lascia intendere che il tecnico, pur cercando di blindare lo spogliatoio, non riesca più a tenere dentro la nostalgia per un passato – quello con Antonio Percassi e la sua famiglia – che sente irrimediabilmente lontano. E la porta che sbatte, nel silenzio della sala stampa, racconta forse più di qualsiasi intervista.
Meta Description: Gasperini lascia in lacrime la conferenza stampa parlando di Percassi e dell’addio all’Atalanta. La replica a Ranieri e lo sfogo prima della sfida Champions.




