Percassi e quella “emozione normale” per Gasperini prima della sfida decisiva con la Lazio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A poche migliaia di secondi dal fischio d’inizio della semifinale di ritorno di Coppa Italia, quella che assegnerà il pass per la finalissima del 13 maggio contro l’Inter, l’amministratore delegato dell’Atalanta Luca Percassi ha congelato l’atmosfera dello stadio con un’analisi lucida che mescola il rimpianto per il passato alla necessità ferrea del presente. Intercettato dai microfoni di Sport Mediaset nel pre-partita, il dirigente nerazzurro ha innanzitutto inquadrato il valore dell’appuntamento, sottolineando come la spinta del “popolo” di Bergamo rappresenti un’arma a doppio taglio: fondamentale per alzare il livello di intensità, ma anche una responsabilità da gestire contro un avversario che – come ha ricordato lo stesso Percassi – arriva dall’exploit esterno contro il Napoli.

Il valore del fattore campo e il rispetto per la Lazio

“Sappiamo il valore di una partita così – ha spiegato l’ad – e siamo contenti di poterla giocare in casa contando sul nostro pubblico”. Non si tratta soltanto di retorica sportiva, quella dell’amministratore delegato, bensì di una consapevolezza tattica: l’Atalanta deve recuperare un’inerzia positiva dopo il pareggio per 2-2 maturato nella gara d’andata. Percassi ha però subito smorzato i toni trionfalistici, ricordando a tutti che dall’altra parte del campo ci sarà una Lazio “molto forte”, capace di mettere in difficoltà chiunque. La situazione, dal punto di vista delle motivazioni, è paradossalmente più fluida per i capitolini: senza pressioni di classifica in campionato e con l’intera stagione concentrata in questo trofeo, la squadra di Maurizio Sarri – che ha schierato Noslin come riferimento offensivo e Zaccagni a supporto – gioca a memoria, mentre per gli uomini di Raffaele Palladino c’è in palio anche la sicurezza di un piazzamento europeo qualora la coppa nazionale dovesse sfumare.

Le lacrime di Gasperini e il realismo del presente

Il tema più intimo e vibrante dell’intervento, però, ha riguardato Gian Piero Gasperini. Il tecnico, oggi alla guida della Roma, era stato ripreso dalle telecamere mentre si commuoveva fino alle lacrime ricordando il suo storico legame con Antonio Percassi, presidente del club bergamasco e padre di Luca. Una scena che ha fatto il giro dei social e dei talk show, ma che il dirigente ha voluto riportare su un binario di assoluta normalità umana. “Insieme abbiamo attraversato e condiviso momenti di una portata storica incalcolabile, nove anni letteralmente straordinari”, ha dichiarato Percassi, ammettendo che ripensare a certi aneddoti e a certi traguardi può naturalmente “lasciarsi andare alle emozioni”.

Tuttavia, e qui sta la sostanza del discorso, l’ad ha tagliato corto su qualsiasi tentazione nostalgica: “Il calcio non lascia tempo, siamo molto concentrati sul presente e sul futuro”. Un messaggio chiaro allo spogliatoio, lì dove Palladino ha dovuto fare i conti con qualche acciacco fisico dell’ultim’ora, ma può contare sul recupero di giocatori come Scalvini e Kolasinac. La scelta di schierare Krstovic dal primo minuto al posto di Scamacca – come confermato dalle formazioni ufficiali – dimostra la volontà di non aspettare, di colpire subito la retroguardia laziale guidata da Romagnoli e Gila.

Una semifinale senza rete di sicurezza

L’assenza della regola dei gol in trasferta rende questo confronto un azzardo totale: in caso di parità al termine dei novanta minuti si procederà con i tempi supplementari e, all’occorrenza, con i calci di rigore. Una eventualità che Percassi ha implicitamente voluto scongiurare affidandosi alla carica emotiva della New Balance Arena, dove la Dea cerca l’aggancio per la finale dopo anni di delusioni proprio nell’atto conclusivo della competizione. La partita, visibile gratuitamente in chiaro su Italia 1 e in streaming su Mediaset Infinity, rappresenta quindi un crocevia: da un lato l’Atalanta che vuole trasformare un ciclo storico in un trofeo concreto, dall’altro la Lazio pronta a mordere per dare un senso alla propria annata. Percassi, nel congedarsi, ha voluto lasciare un’immagine di compattezza, quasi a voler significare che quelle lacrime versate da Gasperini in conferenza stampa appartengono ormai a un capitolo chiuso del libro nerazzurro. Il resto, adesso, lo scriverà il campo.

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