Romania, si dimette il primo ministro Ciolacu dopo il risultato delle presidenziali: "Persa legittimità"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Marcel Ciolacu, primo ministro socialdemocratico della Romania, ha annunciato le proprie dimissioni dopo il deludente risultato della coalizione di governo al primo turno delle elezioni presidenziali. "Alla luce dell’esito del voto, l’esecutivo non ha più la legittimità necessaria per continuare", ha dichiarato ai giornalisti, aggiungendo di aver proposto ai colleghi di lasciare il governo. La sconfitta del candidato sostenuto dalla maggioranza, Crin Antonescu, terzo con un margine troppo ampio rispetto ai primi due contendenti, ha reso inevitabile la decisione.

Il ballottaggio, previsto per il prossimo turno, vedrà affrontarsi George Simion, leader dell’estrema destra sovranista dell’Alleanza per l’Unità dei Romeni (Aur), e Nicușor Dan, sindaco di Bucarest ed esponente indipendente filoeuropeo. Simion, che ha superato il 40% dei consensi, rappresenta una svolta populista in un Paese tradizionalmente diviso tra socialdemocratici e liberali, mentre Dan, con il suo programma apertamente filo-atlantista, è considerato l’ultimo baluardo contro l’ascesa delle forze antieuropeiste.

Non è la prima volta che Ciolacu si dimette in seguito a un risultato elettorale sfavorevole: già a dicembre aveva presentato le dimissioni dopo la sconfitta della coalizione nelle elezioni poi annullate, vinte dall’ultranazionalista Calin Georgescu. Stavolta, però, l’esito assume un peso diverso, perché conferma la crescita di consensi per Aur, formazione che ha cavalcato il malcontento verso le élite tradizionali, accusate di inefficienza e corruzione.

La crisi politica rischia di complicare ulteriormente un quadro già fragile, con l’Unione Europea che osserva con preoccupazione l’avanzata di Simion, noto per le posizioni anti-Ue e per le dichiarazioni contro le minoranze. Se Dan rappresenta la continuità con le politiche di integrazione occidentale, il suo avversario incarna invece una svolta nazionalista, che potrebbe isolare la Romania sul piano internazionale.

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