Caos in Romania, il premier Ciolacu si dimette dopo la batosta alle presidenziali: "Persa la legittimità"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Marcel Ciolacu, primo ministro socialdemocratico, ha annunciato le dimissioni del suo governo dopo il risultato deludente della coalizione al primo turno delle presidenziali del 4 maggio. "La coalizione non ha più legittimità", ha dichiarato ai giornalisti, aggiungendo di aver proposto ai colleghi di lasciare l’esecutivo. La sconfitta del candidato sostenuto dal governo, Crin Antonescu – piazzatosi solo terzo, fuori dal ballottaggio – ha reso inevitabile il passo indietro.

A spianare la strada alle dimissioni è stato il trionfo di George Simion, leader dell’Alleanza per l’Unità dei Romeni (Aur), formazione di estrema destra che ha conquistato oltre il 40% dei consensi. Simion, ex ultras noto per le posizioni ultranazionaliste e anti-establishment, dovrà ora affrontare al ballottaggio Nicușor Dan, sindaco di Bucarest e ultimo baluardo filo-europeo. Dan, indipendente e sostenitore dell’integrazione atlantica, ha raccolto il 28% dei voti, diventando l’unica alternativa per contenere l’ascesa del populismo.

Quella di Ciolacu non è la prima resa di fronte all’onda sovranista: già a dicembre, dopo le elezioni poi annullate, aveva tentato di dimettersi quando il candidato ultranazionalista Calin Georgescu superò il primo turno. Stavolta, però, la mossa appare definitiva. La débâcle elettorale riflette il malcontento verso una classe politica percepita come distante, mentre Simion – che rifiuta l’etichetta di "estremista" pur ammettendo toni duri – cavalca il risentimento con un linguaggio diretto, fatto di promesse anti-corruzione e difesa della sovranità nazionale.

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