Il Gardaland dell’estate 2026 scommette su Minecraft e K-pop per attirare i nuovi turisti dell’esperienza
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non si tratta, occorre sottolinearlo, di una semplice operazione di marketing estiva. Il contesto in cui Gardaland muove i suoi pezzi è infatti quello di un avvio di stagione già rodata, con i tre hotel interni al resort – lo si apprende dalle comunicazioni del parco – che registrano un flusso costante di visitatori, complice anche il clima favorevole dei ponti primaverili. E proprio a sostegno di questo quadro, la citata indagine EY restituisce un profilo del viaggiatore italiano sempre più orientato a esperienze immersive (58% cerca relax, ma il 45% viaggia per condividere momenti con familiari e amici, e un 37% insegue il divertimento puro). Gardaland, in quest’ottica, non si limita a offrire giostre: cerca di diventare un contenitore di esperienze sociali, dove il K-pop Festival – altra novità di questa estate – affianca la febbre da videogioco per intercettare un pubblico adolescente e giovane adulto, spesso trascurato dai parchi a tema tradizionali.
L’arrivo dei personaggi Minecraft, con il loro linguaggio visivo immediatamente riconoscibile, rappresenta una dichiarazione d’intenti precisa: Gardaland punta a capitalizzare il fenomeno del gaming come collante generazionale, senza per questo rinunciare a un’offerta più classica fatta di attrazioni rinnovate e resort pronti ad accogliere i turisti. Il festival K-pop, dal canto suo, si inserisce nel solco della cultura pop coreana che ormai da anni influenza mode, musica e persino il modo di viaggiare delle nuove generazioni. Entrambi gli eventi – va detto – sono temporanei e concentrati nei mesi centrali dell’estate, una scelta che lascia intendere una strategia a raffica: colpire l’immaginario collettivo con appuntamenti ad alta intensità emotiva, piuttosto che diluire iniziative per l’intera stagione. Il parco, in questo modo, spera di attrarre non solo i tradizionali visitatori in cerca di adrenalina, ma anche chi cerca un motivo culturale o identitario per trascorrere una giornata sul lago




