Il Lecce non tira in porta, l’Atalanta passeggia al Via del Mare: tre a zero senza storia
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Redazione Sport
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Il calcio, si sa, è fatto anche di serate storte: quelle in cui non riesce proprio nulla, neppure quel gesto elementare che dovrebbe essere il tentativo di spedire il pallone tra i pali avversari. Eppure, quello che si è visto al Via del Mare nella 31ª giornata della Serie A Enilive ha qualcosa di quasi imbarazzante per i padroni di casa, un Lecce troppo brutto per essere vero – o forse proprio vero, fin troppo – che ha perso 3-0 senza mai, dico senza mai, calciare una volta nello specchio della porta difesa da Carnesecchi. I giallorossi, scesi in campo alle 15 con Falcone tra i pali e una linea d’attacco composta da Banda, Pierotti, Ngom e Cheddira, hanno collezionato solo conclusioni sterili, finite puntualmente fuori misura: un dato statistico che da solo racconta l’abisso tecnico e mentale in cui è sprofondata la squadra di Eusebio Di Francesco.
Un’Atalanta a basso regime, ma efficace: bastano mezz’ora e due colpi
Dall’altra parte, invece, c’era un’Atalanta che non ha avuto neppure bisogno di schiacciare l’acceleratore. La Dea, guidata da Palladino (e qui va ricordato un curioso doppio tabù: l’allenatore campano, a ottobre 2024 con la Fiorentina, aveva già vinto 6-0 proprio in questo stadio; all’andata, invece, con Juric sulla panchina nerazzurra, i gol rifilati al Lecce furono quattro), ha fatto il minimo sindacale per portare a casa tre punti pesanti in ottica europea. La partita si è messa in discesa già nei primi 45 minuti, quando gli ospiti hanno sfruttato la fragilità difensiva locale senza troppi fronzoli. Dalla retroguardia salentina – composta da Ndaba, Siebert, Fofana e Veiga – sono affiorati spazi imbarazzanti, e l’undici di Palladino ne ha approfittato con cinismo. Le reti, arrivate a scadenze regolari, hanno chiuso ogni discorso ben prima dell’intervallo: Krstović prima, poi un inserimento centrale di Éderson e infine la firma di De Ketelaere hanno fissato il punteggio su un 3-0 che poteva anche essere più rotondo, visto che occasioni per arrotondare non sono mancate.
Palladino: «Bene la prima di otto finali, ora testa a Roma e Juventus»
A fine gara, il tecnico dell’Atalanta – che ha schierato una formazione solida con Carnesecchi, il solito Éderson in mediana, De Roon, Djimsiti, Kolašinac, Scalvini, il giovane Bernasconi, Zalewski, Zappacosta e lo stesso Krstović – si è detto soddisfatto senza enfasi: «Bene la prima di otto finali. Sono molto soddisfatto della prestazione e anche da questo nuovo clean sheet, che dà ancora più fiducia alla difesa. Mi è piaciuta la maturità della squadra. Il nostro Dna è questo: difendere e attaccare insieme. Per la quantità delle occasioni create, potevamo fare anche qualche gol in più». Parole che suonano quasi come una ramanzina mascherata: l’Atalanta ha vinto con il minimo sforzo, ma l’allenatore avrebbe gradito maggiore cattiveria sotto porta. Il riferimento alle “otto finali” è chiaro: il rush finale di campionato, con due scontri diretti all’orizzonte (Roma e Juventus) e poi la semifinale di Coppa Italia, due competizioni che la Dea intende vivere «alla grande».
La giornata di Serie A: l’0-0 di Udine e l’attesa per Napoli-Milan
Il turno di campionato, intanto, prosegue senza sussulti particolari altrove. Nella partita delle 12.30, Udinese e Como hanno impreziosito il programma con uno 0-0 che non ha offerto particolari emozioni: poche occasioni, tanto equilibrio e nessuna delle due squadre è riuscita a trovare la via del gol. Un risultato che, alla vigilia dei match serali, lascia tutto invariato in classifica. Stasera l’attenzione si sposta sul big match delle 18 tra Juventus e Genoa, mentre il piatto forte della giornata arriverà in serata con Napoli-Milan, uno scontro diretto destinato a dire molto sulle gerarchie della parte alta della classifica. Per il Lecce, invece, la sconfitta col 3-0 subìta in casa rappresenta un campanello d’allarme fragorosissimo: una squadra che non tira in porta neppure una volta in 90 minuti non può sperare di salvarsi, e i segnali raccolti al Via del Mare sono quanto di più preoccupante possa capitare a una tifoseria già provata da una stagione complicata.




