Il pirata della strada di Guidonia si costituisce: 26enne ubriaco investe e uccide studente

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è materializzato nella tarda mattinata di oggi, varcando la soglia della tenenza dei carabinieri di Guidonia Montecelio, il fantasma che la scorsa notte si è macchiato di una fuga tanto vigliacca quanto letale. Il pirata della strada che ha spezzato la vita del giovane Matteo D’Ambrosio, studente di 23 anni, ha un volto e un nome: si tratta di un operaio del posto, incensurato, che ha deciso di costituirsi dopo ore di latitanza.

Quella che era iniziata come una notte di svago tra amici, conclusasi in un locale lungo la via Pantano, si è trasformata in una tragedia quando la vettura, una Renault Clio intestata al genitore del conducente, ha falciato il ragazzo mentre questi si accingeva a raggiungere la propria auto parcheggiata insieme a un coetaneo; l’impatto, violento e ad alta velocità, non ha lasciato scampo alla vittima, mentre il secondo ragazzo, sebbene ferito, non sarebbe in pericolo di vita.

L’esito dell’alcol test e l’accusa per il 26enne

L’uomo, che secondo le prime ricostruzioni procedeva a forte velocità, ha fatto perdere immediatamente le sue tracce subito dopo l’investimento, omettendo quel dovere di soccorso imposto dal codice della strada. Un comportamento, questo, che gli è valso la denuncia per omissione di soccorso, aggravata ora dall’accusa di omicidio stradale; il sostantivo "aggravato" non è un dettaglio di poco conto, poiché i successivi accertamenti hanno rivelato che il 26enne è risultato positivo al test per la rilevazione del tasso alcolico.

Oltre all’alcol test, le forze dell’ordine hanno provveduto a sottoporlo agli esami tossicologici del caso – i cui esatti risultati sono ancora in attesa di essere divulgati – per determinare con precisione il suo stato psicofisico al momento della guida. La vettura coinvolta, che presentava evidenti danni alla carrozzeria compatibili con la dinamica dell’incidente, è stata posta sotto sequestro dai militari della Compagnia di Tivoli, così come risultano in corso accertamenti tecnici più approfonditi per ricostruire la cabala di quei secondi fatali.

Il passeggero minorenne e la denuncia per omissione di soccorso

Non è stato solo il conducente a presentarsi spontaneamente in caserma. Qualche ora dopo la costituzione del pirata, anche un ragazzo minorenne – la cui identità è stata protetta in ragione della sua giovane età – ha varcato l’ingresso della tenenza, ammettendo di essere stato un passeggero della Renault Clio nel momento in cui questa ha travolto i due malcapitati.

Sebbene non fosse lui alla guida, il minorenne è stato ugualmente denunciato a piede libero per omissione di soccorso; un provvedimento che si fonda sul presupposto giuridico secondo cui chiunque si trovi a bordo di un veicolo coinvolto in un sinistro con feriti ha l’obbligo di fermarsi e prestare assistenza o quantomeno di allertare i soccorsi, cosa che invece non è avvenuta, poiché entrambi hanno proseguito la loro corsa nell’indifferenza generale.

La dinamica notturna e la vittima

La tragedia si è consumata intorno alle tre di notte lungo la strada provinciale 27/b, una via buia e spesso teatro di incidenti a Guidonia Montecelio. Matteo D’Ambrosio, giovane studente universitario del luogo, aveva trascorso la serata in un locale della zona; la fatalità ha voluto che, mentre era a bordo strada per raggiungere la macchina, l’auto pirata lo travolgesse in pieno. L’amico che lo accompagnava, scampato miracolosamente all’urto – forse solo per un soffio o per una frazione di secondo –, ha rappresentato un testimone fondamentale per i rilievi iniziali delle forze dell’ordine.

Nonostante l’intervento tempestivo del personale del 118, che ha tentato invano di rianimarlo, per il 23enne non c’è stato nulla da fare; la salma è stata trasferita all’obitoro del Verano in attesa del nulla osta per la sezione autoptica, mentre proseguono senza sosta le indagini della magistratura per chiarire eventuali ulteriori responsabilità connesse a questa drammatica fuga.

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