Pontida, Salvini sorprende tutti: congresso straordinario a ottobre
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Redazione Esteri
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Matteo Salvini ha scelto il palco di Pontida per la mossa che nessuno si aspettava. Negli ultimi minuti del suo intervento al raduno annuale della Lega, il segretario ha annunciato a sorpresa la convocazione di un congresso straordinario del partito per il mese di ottobre. La decisione, riferiscono i presenti, non è stata condivisa preventivamente né con i fedelissimi né con i critici interni. Parla per mezz’ora, accolto da cinque minuti di applausi, bandiere sventolanti e striscioni che ne chiedono il ritorno al Viminale.
L’annuncio ha spiazzato la fronda nordista, che da mesi preme per una svolta federalista e una maggiore collegialità nella gestione del partito. «Torno ai delegati e al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia», ha detto Salvini dal pratone, aggiungendo che la prima voce fuori posto dovrà spiegare ai militanti perché continua a fare il gioco della sinistra. Le modalità del congresso saranno decise dal Consiglio federale, riunito il giorno successivo a Milano.
Resta aperto il nodo se si tratterà di un congresso elettivo o puramente programmatico, circostanza che cambierebbe radicalmente la posta in gioco per gli sfidanti interni.
La tensione era palpabile fin dalla mattina, quando i quattro presidenti di Regione del Nord sono arrivati insieme sul sacro suolo di Pontida. Luca Zaia, Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti hanno ribadito dal palco la necessità di un partito organizzato in modo federale, capace di dare voce ai territori. Fontana è stato il più duro, rivendicando di aver detto cose che andavano dette per difendere la Lombardia e definendosi nato federalista.
Zaia ha ricordato che la Lega esiste per l’autonomia e il federalismo, precisando che il movimento non è né di destra né di sinistra.
Il raduno si è aperto con un video tributo a Umberto Bossi, scomparso lo scorso marzo, sulle note del Va’ pensiero. La colonna sonora che ha accompagnato la giornata è stata quella del Trono di spade, fantasy eroica come da tradizione leghista, anche se il tema della serie racconta di famiglie che si combattono per il potere. In chiusura è risuonata Eye of the Tiger, da Rocky III, dove il campione minacciato deve conservare il titolo. Il pratone è stato intitolato proprio al fondatore del Carroccio.
Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e tra i frontman della corrente nordista, ha commentato a caldo definendo il congresso un’occasione di confronto e la sede appropriata per portare avanti le istanze della base. Ha anche lasciato aperta la porta a una possibile candidatura alternativa, dicendo che si vedrà quali saranno le modalità. I governatori hanno lasciato Pontida senza dichiarazioni, mentre Giancarlo Giorgetti ha provato a stemperare gli animi ricordando che i nemici non sono dentro la Lega ma fuori.
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