Pontida, Salvini sorprende tutti e convoca il congresso: la sfida per la leadership della Lega

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il raduno di Pontida del 20 settembre 2026 si è aperto all’insegna della memoria, con un video tributo a Umberto Bossi, il fondatore del Carroccio scomparso lo scorso marzo. Sul pratone, ribattezzato per l’occasione proprio con il nome del Senatùr, sono risuonate le note del Va’ pensiero e i militanti hanno scandito cori in suo onore. Ma è stato nel pomeriggio, con l’intervento di Matteo Salvini, che la giornata ha preso una piega inaspettata.

Il colpo di scena dal palco

Davanti a una platea divisa tra chi indossava le magliette blu “Io sto con Matteo” e chi quelle bianche “Lega Nord fino alla morte”, il segretario federale ha annunciato la convocazione di un congresso straordinario per il mese di ottobre. La mossa, comunicata al termine di un intervento dai toni duri, ha spiazzato anche gli osservatori più attenti. Salvini ha spiegato di voler chiedere la fiducia ai militanti «alzata di mano per alzata di mano», ribadendo che «la Lega vince solo se è forte, unita, libera e coraggiosa da Nord a Sud».

Un passaggio che suona come una risposta diretta alle voci di dissenso che nelle settimane precedenti avevano animato il dibattito interno, con i governatori del Nord e l’ala più tradizionalista del partito a rivendicare un ritorno alle origini federaliste.

L’appello all’unità e l’attacco ai dissidenti

Nel suo discorso, il leader del Carroccio non ha risparmiato critiche a chi, a suo dire, alimenta polemiche interne sui media. «Se c’è una discussione da fare, un problema da risolvere, questo va affrontato nelle sezioni, non in piazza, sui giornali o in televisione», ha dichiarato, aggiungendo che «la prima voce fuori posto dovrà spiegare non a me, ma a voi, perché continua a fare regali alla sinistra».

Un richiamo alla disciplina di partito che arriva dopo mesi di tensioni tra la segreteria e i rappresentanti dei territori del Nord, preoccupati per la linea sempre più nazionalista imposta da Salvini.

Il richiamo alle radici e il caso Vannacci

La giornata di Pontida è stata anche l’occasione per fare il punto sulle ferite interne. L’assenza di Roberto Vannacci, uscito dalla Lega per fondare il movimento Futuro Nazionale, ha aleggiato sul pratone, dove sono circolati cartelli con il volto della Von der Leyen e lo slogan “Non passa lo straniero”. Il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, nel suo intervento, ha portato sul palco un ramoscello d’ulivo con tre olive, simbolo di «una Lega unica, unitaria e tre macroregioni sotto la guida del nostro segretario».

Un gesto distensivo che però non ha cancellato le divisioni emerse nelle settimane precedenti, con i governatori leghisti che avevano chiesto maggiore ascolto per le istanze del territorio.

Le prossime mosse

Lunedì 21 settembre si riunirà il Consiglio federale a Milano, dove Salvini proporrà ufficialmente la data del congresso. Sarà l’occasione per definire le modalità della consultazione, che secondo alcune fonti interne potrebbe non essere immediatamente elettiva. Intanto, la base leghista si interroga sulle conseguenze di una resa dei conti che, qualunque sia l’esito, segnerà un passaggio decisivo per il futuro del partito.

Dalla provincia di Pavia, dove i militanti hanno organizzato tre autobus per raggiungere il pratone, la sensazione è che il congresso sarà «un momento cruciale per fare chiarezza e ripartire uniti».

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.