Il rebus di Allegri a centrocampo: da Jashari a Modric, le carte per il rush finale
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Redazione Sport
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Il tracollo di Reggio Emilia, quello che ha visto il Milan letteralmente sbriciolarsi sul campo del Sassuolo tra buchi di copertura e ripartenze letali, ha lasciato strascichi pesanti non solo nella classifica – ora fortemente compromessa per quanto riguarda la corsa alla Champions League – ma anche, e forse soprattutto, nella testa di Massimiliano Allegri. L’allenatore, costretto a ridisegnare la squadra per le ultime tre giornate di Serie A, si trova a gestire un reparto, la mediana, che improvvisamente appare privo di certezze. Il flop del giovane Ardon Jashari, schierato come regista e risultato tra i peggiori in campo per lentezza di lettura e errori in appoggio, ha riaperto un dibattito tattico che si credeva archiviato con l’arrivo del croato. Eppure, proprio mentre a Milanello si respirava aria di rassegnazione per l’assenza del suo metronomo, ecco filtrare un’indiscrezione clamorosa: Luka Modric, quello dato infortunato e fuori per il resto della stagione, potrebbe invece rientrare prima del previsto. Una notizia, se confermata nei fatti e non solo nei sussurri degli spogliatoi, che cambierebbe radicalmente la costruzione del gioco rossonero.
Il peso di una sconfitta e la mediacon dubbia
La prestazione opaca di Jashari, per usare un eufemismo, ha spinto Allegri a valutare soluzioni alternative per il ruolo di regista – quel famoso “cabina di regia” che senza Modric sembra ballare. Contro l’Atalanta, domenica 10 maggio alle 20,45 a San Siro, le opzioni sul tavolo sono due, entrambe con rischi e benefici. La prima: confermare un assetto con Adrien Rabiot (intoccabile) e Youssouf Fofana (sicuro dell’undici iniziale) davanti alla difesa, affidando a Samuele Ricci – indicato come il più probabile – il compito di impostare dal basso. La seconda, più coraggiosa, vorrebbe Fofana spostato da regista – lui che predica bene la fisicità più che la regia pura – con Ruben Loftus-Cheek a occupare il centrodestra, lasciando così una mezzala di inserimento. La sensazione, stando a quanto filtrato dopo l’intervento di Manuele Baiocchini da Milanello, è che il discorso a muso duro di Allegri in palestra (non nello spogliatoio, come si era inizialmente vociferato) abbia smosso qualcosa. Baiocchini ha riferito che la “sveglia” dell’allenatore è servita: Santiago Gimenez e Loftus-Cheek sarebbero verso una maglia da titolare contro l’Atalanta, segno che il tecnico vuole peso fisico e strappi lunghi.
L’Atalanta tra obiettivi europei e la tentazione di cambiare
Dall’altra parte, la Dea arriva a San Siro con la testa divisa in due. Prima il Milan, poi l’Inter: il calendario non lascia respiro. La finale di Coppa Italia contro la Lazio, in programma mercoledì 13 all’Olimpico, incombe come un appuntamento che potrebbe definire l’intera stagione bergamasca. Tuttavia la trasferta di domenica è tutt’altro che un preliminare. L’Atalanta difende il settimo posto – quello che varrebbe l’accesso alla Conference League, ma solo nel caso in cui la Lazio non alzasse la Coppa. Un rebus condizionale che obbliga Gasperini a non fare turnover selvaggio. E tra i dubbi tattici spicca la trequarti: Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori si giocano una maglia alle spalle delle punte, mentre in mediana si valuta il grado di tenuta fisica dei suoi interpreti. Il Milan, dal canto suo, dovrà fare i conti con l’assenza certa di Pervis Estupiñán – sostituito da Davide Bartesaghi a sinistra – mentre a destra Alexis Saelemaekers è ormai confermato. Ma il vero nodo resta De Winter: il difensore, blindato al centro della retroguardia, rappresenta l’ultimo baluardo davanti a Maignan.
Due partite in quattro giorni e il filo invisibile con la Coppa
Il destino delle due squadre, Milan e Atalanta, si intreccia in questi novanta minuti più di quanto le classifiche lascino intendere. Per i rossoneri, perdere ancora significherebbe salutare virtualmente la prossima Champions League – con tutto ciò che ne consegue in termini di programmazione, mercato e autostima. Per i bergamaschi, invece, il discorso è simile ma con una variabile: la vittoria nella finalissima di mercoledì contro la Lazio potrebbe rendere meno urgente il settimo posto, ma nessuno a Zingonia vuole arrivare all’Olimpico con l’ansia di dover recuperare punti persi a San Siro. Così le due tappe, Milan e poi Inter, diventano un unico, logorante pensiero. Allegri, che non può più permettersi esperimenti, probabilmente punterà sulla continuità di Fofana in mezzo e su un ritorno in extremis di Modric – il cui nome, in queste ore, rimbalza tra le corsie di Milanello come una sorta di ancora di salvezza. Se ne saprà di più dopo l’ultimo allenamento. Di certo, contro l’Atalanta, il Diavolo non potrà sbagliare approccio. Perché a Reggio Emilia è mancato tutto: testa, gambe e quella cattiveria che in volata fa la differenza.




