Milan, la panchina è un rebus tra Allegri e Italiano: si attende l’effetto domino
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Redazione Sport
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L’estate si preannuncia come una stagione di cambiamenti radicali per le panchine della Serie A, con club che – fatta eccezione forse per l’Inter – dovranno affrontare scelte decisive per il futuro tecnico. Tra le situazioni più intricate spiccano quelle del Milan e della Roma, ancora alle prese con la ricerca di un allenatore capace di guidare la squadra nella prossima stagione. La soluzione, in entrambi i casi, potrebbe arrivare solo dopo un effetto domino innescato dalle decisioni delle altre società.
In casa rossonera, la lista dei candidati si assottiglia giorno dopo giorno. Vincenzo Italiano, inizialmente tra i favoriti, sembra ormai vicino a un rinnovo con il Bologna, mentre Massimiliano Allegri – pur apprezzato dalla dirigenza – è corteggiato con insistenza dal Napoli. Antonio Conte, invece, pare destinato a un ritorno alla Juventus, lasciando il Milan in attesa di alternative credibili. Roberto De Zerbi, dopo essere stato a lungo nel mirino, è scivolato in secondo piano, complici le richieste economiche e un progetto non del tutto allineato alle aspettative del club.
Proprio in queste ore, secondo quanto riportato da SportMediaset, Igli Tare – da ieri ufficialmente direttore sportivo del Milan – dovrà affrontare una serie di nodi cruciali. Oltre alla questione panchina, infatti, c’è il rischio di perdere Tijjani Reijnders, oggetto delle attenzioni del Manchester City, e l’urgenza di definire i rinnovi di Mike Maignan e Theo Hernandez, pilastri di una squadra che non può permettersi ulteriori indebolimenti.
Intanto, la pista che porta a Sérgio Conceição – arrivato a gennaio e vincitore della Supercoppa Italiana – sembra ormai chiusa. L’esperienza del tecnico portoghese, seppur positiva nel breve termine, non è bastata a convincere la proprietà a puntare su di lui per il futuro. Restano in lizza, dunque, nomi come Thiago Motta, fresco di straordinaria stagione con il Bologna, e lo stesso Italiano, la cui permanenza in Emilia-Romagna non è ancora del tutto scontata.




