Juve, due porte in faccia e la panchina che resta un rebus
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Redazione Sport
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Ventiquattro ore, o poco più, sono bastate per ribadire quanto il fascino della Juventus, un tempo irresistibile, oggi non sia più lo stesso. Due "no" consecutivi, netti e senza appello, hanno lasciato la dirigenza bianconera con l’amaro in bocca e la necessità di rivedere i piani. Antonio Conte, ex capitano e fino a ieri considerato un possibile ritorno in grado di riaccendere l’entusiasmo, ha preferito confermarsi al Napoli, mentre Gian Piero Gasperini, dopo un iniziale interesse, ha scelto la Roma.
Se da un lato la proprietà, con John Elkann in prima linea, non ha fretta di chiudere la questione, dall’altro il tempo stringe: il 31 maggio è già passato e la squadra, senza una guida tecnica, rischia di arrivare impreparata alla prossima stagione. Le opzioni sul tavolo, a questo punto, si riducono a poche ma significative alternative. Stefano Pioli, fresco di addio al Milan, è il favorito, anche se non manca chi vede in Roberto Mancini un possibile colpo di scena.
Ma c’è di più. Igor Tudor, inizialmente considerato una soluzione temporanea in attesa del Mondiale per Club, potrebbe ora diventare una scelta strutturale, complici le poche alternative disponibili. Intanto, dietro le quinte, si muove anche l’ex ds del Tottenham Damien Comolli, che avrebbe suggerito il nome di Marco Silva




