Effetto domino e risposta dell'Unione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Già vengono al pettine i nodi. Ieri, nuove cadute delle Borse hanno scosso i mercati finanziari globali. È prevedibile che, al di là di fasi di pausa e di stabilità, scossoni a Wall Street si verificheranno ancora se l'amministrazione e lo stesso Trump continueranno a spiegare gli impatti negativi di Borsa come dovuti alla fase di transizione, al rischio di una recessione, al livello dei tassi d'interesse, ai possibili primi effetti dei dazi e così di seguito. Anche in Europa, i mercati sono in calo, mentre la speranza di un rilancio si fa strada solo se si ferma la guerra ucraina.

A New York, mentre Donald Trump, fra annunci e ripensamenti, continua a dare segnali contrastanti, le borse mondiali rispondono con vendite massicce e crolli che non si vedevano da anni. Ieri, Wall Street non è riuscita a rimbalzare del tutto e ha avuto una giornata piatta di rialzi e ribassi, segno di confusione e di difficoltà nel comprendere l’azione del governo Trump che spaventa con i dazi e con l’incertezza sull’economia.

Donald Trump e l’economia Usa & getta «L’America è tornata. È iniziata l’Età dell’Oro degli Stati Uniti». Giovedì 23 gennaio, il presidente statunitense Donald Trump pronunciava queste parole al World Economic Forum di Davos. Tuttavia, la brusca frenata vissuta dalle Borse lunedì 10 marzo ha cambiato la percezione degli investitori istituzionali. L’indice S&P 500 cede il 5,5% da inizio anno ed è in piena correzione. Il Nasdaq perde il doppio.

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