Inter-Urawa Red Diamonds, il precedente del 2004 e la sfida tra realtà e leggenda
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Redazione Sport
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Mentre l’Inter si prepara allo scontro decisivo contro l’Urawa Red Diamonds nella Club World Cup 2025, il parallelo con la leggenda del cartone animato Holly e Benji – che negli anni ’80 rese celebre proprio la squadra giapponese – diventa inevitabile. Se nell’anime gli Urawa erano temibili soprattutto per la loro difesa, guidata dal mitico (e inesistente) Hayato Igawa, oggi quel reparto è invece il loro tallone d’Achille. Una contraddizione che rende ancora più curioso l’incontro in programma, nel quale i nerazzurri dovranno vincere per evitare di lasciarsi sfuggire il River Plate, già avanti nel girone dopo il 3-1 contro i nipponici.
Quella del 2004, quando tre squadre nerazzurre si ritrovarono in campo nella stessa serata, resta una coincidenza difficile da dimenticare. Ma stavolta il contesto è diverso: l’Inter, reduce dal pareggio per 1-1 contro il Monterrey nell’esordio mondiale di Cristian Chivu, non può permettersi errori. Il tecnico romeno, che ha sottolineato come la squadra non sia «in un ritiro estivo» ma stia affrontando una fase logorante dopo nove mesi di competizioni, dovrà trovare le energie giuste per un avversario che definisce «ordinato tatticamente, con elementi di valore tra europei e sudamericani».
Il clima, almeno, sembra aver dato tregua. Dopo il torrido sole californiano, gli allenamenti a Seattle – dove le strutture del Mason Virginia Athletic Center, solitamente utilizzate dai Seahawks, offrono spazi all’avanguardia – hanno riportato un po’ di freschezza tra i piedi dei giocatori. Ma le assenze pesano: Thuram, Çalhanoğlu, Dumfries, Frattesi, Zielinski e Bisseck restano fuori, costringendo Chivu a puntare su Zalewski e Luis Henrique dall’inizio.




