Arrestata un’insegnante, fiancheggiatrice di Messina Denaro: il legame con il boss e le rivelazioni di Grigoli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Palermo – Una quarantenne insegnante di Mazara del Vallo è stata arrestata con l’accusa di aver fatto parte della rete di protezione di Matteo Messina Denaro, il boss catturato a gennaio dopo trent’anni di latitanza. Floriana Calcagno, questo il suo nome, avrebbe agito nella stretta cerchia che garantiva sicurezza al latitante tra Mazara e Campobello di Mazara, dove è stato trovato il suo ultimo nascondiglio. Le indagini della Dda di Palermo, coordinate dal procuratore Paolo Guido, dipingono un quadro in cui affiorano dinamiche personali e logistiche, con dettagli che sembrano usciti da una sceneggiatura.

Già nel 2015, Giuseppe Grigoli – imprenditore nel settore della grande distribuzione, poi condannato e privato di un patrimonio milionario – aveva fatto il nome della donna durante un interrogatorio. Pur senza collaborare ufficialmente, Grigoli aveva fornito informazioni rivelatesi cruciali, descrivendo Calcagno come una figura vicinissima al boss. "C’è una ragazza…", aveva detto all’epoca, lasciando intuire un legame che oggi trova conferma nelle carte dell’inchiesta.

La latitanza di Messina Denaro, più che un’epopea criminale, assomigliava a una trama melodrammatica: tra cene, regali e viaggi, il capomafia – noto per il narcisismo patologico – si circondava di donne che, secondo gli inquirenti, ne assecondavano le ossessioni. Calcagno, come altre prima di lei, è accusata di favoreggiamento aggravato e di aver contribuito a garantire l’impunità del fuggitivo. Le prove raccolte includono movimenti sospetti, contatti occulti e una serie di circostanze che la collocano nell’orbita del clan.

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