Riccardo Bossi sotto inchiesta per frode sul reddito di cittadinanza
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Redazione Interno
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Riccardo Bossi, figlio del fondatore della Lega Umberto Bossi, è al centro di un'indagine per aver incassato il reddito di cittadinanza per oltre tre anni e mezzo senza averne diritto. La vita di Bossi sembra essere caratterizzata da una serie di piccoli e grandi raggiri, tra cui l'acquisto di un Rolex e gioielli mai pagati, cene gratis e debiti per la benzina.
Una vita di lusso
Bossi ha condotto una vita di lusso, spesso a spese degli altri. Ha vissuto in un appartamento nel centro di Busto Arsizio, nonostante non avesse pagato l'affitto. Inoltre, ha usufruito dei fondi del Carroccio per noleggiare auto di lusso.
Frode sul reddito di cittadinanza
Nonostante fosse stato sfrattato, Bossi ha continuato a dichiarare il pagamento del canone di locazione dell'appartamento per intascare 280 euro in più al mese di reddito di cittadinanza. Questa falsa dichiarazione gli ha permesso di incassare oltre dodicimila euro di reddito di cittadinanza senza averne diritto.
Conseguenze legali
La procura di Busto Arsizio contesta a Riccardo Bossi la violazione dell'articolo 7 della legge sul reddito di cittadinanza. Questo non è il primo caso in cui i figli di Umberto Bossi danno pensieri al Senatùr, già preoccupato per il possibile flop della Lega alle regionali in Abruzzo. Soprattutto Riccardo, il primogenito di prime nozze, sembra essere al centro delle preoccupazioni.




