Trump e il video rubato nello studio ovale: polemiche e sospetti di insider trading
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Redazione Esteri
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Un filmato di tredici secondi, diffuso dalla consigliera della Casa Bianca Margot Martin e ripreso nello Studio Ovale, ha riacceso il dibattito sull’etica della presidenza Trump. Nel video, il presidente, durante un incontro con i campioni della Nascar, menziona con tono compiaciuto i profitti miliardari ottenuti da due suoi affiliati grazie alle turbolenze di Wall Street, innescate dalle sue stesse dichiarazioni sui dazi. «Oggi ha guadagnato 2,5 miliardi», afferma rivolto all’investitore Charles Schwab, per poi aggiungere, indicando Roger Penske: «Lui 900 milioni, non male».
Le immagini, definite da alcuni «rubate» per il carattere informale e apparentemente non destinato al pubblico, hanno sollevato interrogativi sull’eventuale utilizzo di informazioni riservate a scopi speculativi. I Democratici, guidati dal senatore Adam Schiff, hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta per verificare se le parole di Trump configurino un caso di insider trading, reato che consiste nello sfruttamento di dati privilegiati per trarre vantaggi finanziari. Sebbene il presidente non abbia mai nascosto i suoi legami con l’alta finanza, la circostanza che celebri apertamente guadagni privati legati a decisioni di politica economica ha alimentato critiche bipartisan.
Intanto, la Casa Bianca ha escluso smartphone e dispositivi elettronici dai nuovi dazi annunciati contro la Cina, una mossa interpretata da alcuni come un tentativo di mitigare l’impatto sui consumatori. Le tensioni commerciali tra Washington e Pechino restano però elevate, dopo la moratoria di 90 giorni proclamata il 9 aprile e le successive oscillazioni dei mercati. Quella che Trump considera una prova di forza, insomma, rischia di trasformarsi in un boomerang giudiziario, con gli avversari politici pronti a sfruttare ogni ambiguità.




