I figli di Trump e i sospetti di insider trading: le società che hanno "volato" in Borsa
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Redazione Esteri
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Mentre le polemiche per il video in cui Donald Trump vantava i guadagni miliardari degli amici dopo la retromarcia sui dazi continuano a infiammare il dibattito, un nuovo caso rischia di riaccendere i riflettori sui conflitti d’interesse della famiglia presidenziale. Al centro della vicenda ci sono i due figli, Eric e Donald Jr., e due società – Unusual Machines, specializzata in droni, e Dominari Holdings, fintech con sede nella Trump Tower di New York – i cui titoli hanno registrato impennate anomale poco prima del loro ingresso nel capitale.
La questione, che ha attirato l’attenzione degli analisti finanziari e dei media, ripropone il tema dell’insider trading e delle possibili manipolazioni del mercato. Se è vero che un semplice annuncio del presidente può scatenare tempeste speculative – come accaduto quando Trump dichiarò che “era un buon momento per comprare azioni” –, ancora più sospetto appare il timing perfetto con cui certe operazioni si sono verificate. Il premio Nobel Giorgio Parisi, in una recente intervista, ha paragonato la comunicazione volutamente caotica del tycoon alla strategia di Amleto, che “nella sua follia nascondeva un metodo”. Una metafora che, applicata ai mercati, suona come un monito.
Non è la prima volta che l’ombra dei guadagni facili si allunga sulla famiglia Trump. Già nel caso dei dazi, sospesi per 90 giorni dopo un pranzo con i vertici di Wall Street, molti si erano chiesti chi avesse potuto trarre vantaggio da informazioni riservate. Ora, con l’esplosione del valore di Unusual Machines e Dominari Holdings, il sospetto è che qualcuno abbia nuovamente anticipato mosse politiche decisive.




