MASH, la forma più grave del fegato grasso costerà 3 miliardi entro il 2040
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Redazione Salute
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La MASH, la forma più grave del fegato grasso, avrà un impatto economico stimato in 3 miliardi di euro in Italia entro il 2040. La Steatoepatite Associata a Disfunzione Metabolica è una patologia epatica cronica grave e progressiva che, nonostante sia ancora poco conosciuta, rappresenta già oggi la seconda causa di trapianto di fegato nel Paese. La stima dei costi e l’attenzione sulla diagnosi precoce sono stati al centro del media tutorial “MASH: conoscere per agire”, organizzato a Milano per richiamare l’interesse sulla necessità di riconoscere la malattia in una fase iniziale.
Una malattia del fegato progressiva e spesso silenziosa
La MASH può svilupparsi per anni senza provocare sintomi evidenti, mentre continua a danneggiare progressivamente il fegato. Si tratta della forma più evoluta della malattia epatica associata a disfunzione metabolica, indicata come MASLD, e ha sostituito la precedente definizione di steatoepatite non alcolica, conosciuta come NASH. La caratteristica di questa patologia rende centrale il tema della conoscenza e dell’individuazione tempestiva, perché il danno al fegato può avanzare anche quando la persona non avverte segnali particolari.
L’impatto della MASH riguarda quindi non solo la salute del fegato, ma anche le conseguenze economiche legate alla gestione di una patologia cronica e progressiva. In Italia la malattia è già indicata come la seconda causa di trapianto epatico, un elemento che evidenzia il peso raggiunto da questa condizione. La previsione di un costo complessivo di 3 miliardi di euro entro il 2040 mette in evidenza la necessità di aumentare l’attenzione su una patologia ancora sottovalutata.
Diagnosi precoce e attenzione alla salute epatica
Il confronto sulla MASH ha evidenziato l’importanza della diagnosi precoce per intervenire prima che la malattia raggiunga le fasi più avanzate. La patologia è collegata alla disfunzione metabolica e viene descritta come una condizione emergente ma ancora sottodiagnosticata. La maggiore conoscenza della steatoepatite associata a disfunzione metabolica rappresenta quindi un passaggio fondamentale per individuare il problema e affrontare il percorso di cura.
La MASH rientra nel quadro delle malattie del fegato legate al cosiddetto fegato grasso, una condizione che richiede attenzione per la sua possibile evoluzione. Le informazioni presentate durante l’incontro di Milano hanno riportato il tema della prevenzione e della gestione della salute epatica, con un focus sulla necessità di riconoscere la presenza della patologia prima della comparsa di danni più gravi. Il legame tra diagnosi, consapevolezza e intervento precoce è uno degli aspetti centrali emersi dal confronto.
Il ruolo della conoscenza nella gestione della MASH
La MASH resta una malattia poco conosciuta nonostante il suo impatto sulla salute pubblica e sulle risorse necessarie per affrontarla. La sua progressione può avvenire in modo poco evidente, rendendo importante diffondere informazioni sulla patologia e sulle caratteristiche che la distinguono dalle altre condizioni del fegato grasso. La conoscenza della malattia viene indicata come uno strumento essenziale per favorire una maggiore attenzione verso la diagnosi e la gestione della salute epatica.
Il quadro delineato sulla MASH mostra una patologia cronica del fegato destinata ad avere un peso economico significativo in Italia nei prossimi anni. La stima dei 3 miliardi di euro entro il 2040 si affianca al dato della sua presenza tra le principali cause di trapianto epatico nel Paese. L’attenzione sulla diagnosi precoce nasce dalla necessità di riconoscere una condizione che può rimanere a lungo senza sintomi ma continuare il proprio percorso di progressione.




