L’hantavirus sale a bordo: Madrid apre le Canarie alla nave fantasma

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La Spagna, sollecitata da una richiesta congiunta dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dell’Unione europea, ha infine acconsentito a che la Mv Hondius – la nave da crociera trasformata in un focolaio galleggiante di hantavirus – attraccasse alle Isole Canarie. Una decisione, quella del governo di Madrid, che arriva dopo giorni di trattative serrate e che il Ministero della salute iberico ha formalizzato in un comunicato, sottolineando come l’operazione si svolgerà “in conformità con le norme del diritto internazionale sanitario e lo spirito umanitario”. Per i 147 passeggeri e membri dell’equipaggio ancora a bordo, questo via libera rappresenta la concreta possibilità di ricevere assistenza sanitaria, sebbene il dramma abbia già lasciato sul campo tre vittime accertate: una coppia di cittadini olandesi e un passeggero tedesco, i cui corpi sono stati recuperati lungo la traversata atlantica che aveva preso il via dall’Argentina.

L’allarme argentino e la soglia epidemica

Mentre l’Mv Hondius solca le acque in attesa del via libera definitivo per l’approdo nell’arcipelago spagnolo, il governo del paese sudamericano da cui la nave è salpata ha fornito un quadro epidemiologico tutt’altro che rassicurante. L’Argentina ha infatti confermato ufficialmente 41 casi di contagio da hantavirus solo dall’inizio del 2026, ammettendo che la stagione in corso presenta una diffusione decisamente superiore rispetto agli anni precedenti. Quel che più allarma gli esperti del Ministero della Salute argentino – e che ha indotto le autorità a parlare di “soglia di epidemia” superata – è la rapidità della propagazione del virus sul territorio nazionale, un contesto di recrudescenza che getta un’ombra lunga sulle modalità del contagio avvenuto in alto mare.

Giuseppe Ippolito: “Non è il Covid. Il contagio è raro”

A spegnere i facili allarmismi, in un’Europa ancora scottata dalle memorie pandemiche, ci pensa Giuseppe Ippolito. L’infettivologo, che per oltre vent’anni ha diretto la ricerca scientifica allo Spallanzani di Roma, chiarisce senza mezzi termini la natura subdola ma poco incline alla socializzazione di questo patogeno: “Non è il Covid”, ribadisce, ricordando che gli hantavirus sono considerati virus a bassa trasmissibilità tra gli umani. Diffusi endemicamente tra i roditori, richiedono per la loro trasmissione un contatto diretto – che sia un morso o l’inalazione di polvere contaminata – con gli escrementi degli animali infetti. Una specificità, questa, che per fortuna limita il rischio di un’esplosione epidemica simile a quella che abbiamo conosciuto in passato, confinando l’emergenza alla sola gestione del cluster presente sulla nave.

La cronaca a bordo e il contesto sudamericano

Un ex passeggero della Hondius, nel frattempo, ha diffuso un video che mostra gli interni della nave da crociera, restituendo la dimensione claustrofobica dell’emergenza a bordo dove, ad oggi, si contano 147 persone tra viaggiatori e membri dell’equipaggio in isolamento. Le tre vittime accertate restano il dato più drammatico di questa vicenda, che ha riacceso i riflettori su un virus spesso sottovalutato. E se l’Europa si prepara ad accogliere la nave secondo un “rigoroso protocollo” ancora da dettagliare, in Sudamerica la situazione rimane critica: il bilancio diffuso dal Ministero della Salute argentino dipinge infatti il quadro di una malattia endemica che quest’anno ha colpito con una virulenza rara, superando quella che gli epidemiologi definiscono soglia epidemica su scala nazionale.

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