Silvio Garattini, il farmacologo di 97 anni: "Il segnale per la longevità è mangiare poco, ma vario"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
A pochi mesi dal compimento del secolo di vita, Silvio Garattini, il fondatore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, incarna con la sua stessa esistenza i princìpi di cui da decenni si fa promotore, dimostrando come la longevità in buona salute non sia un traguardo riservato a pochi ma una meta raggiungibile attraverso una disciplina quotidiana. In un'epoca che definisce, senza mezzi termini, "obesogena", dove gli stimoli a consumare cibo in eccesso sono pervasivi, il professore sottolinea come la vera rivoluzione passi inevitabilmente dalla tavola, dalla consapevolezza di ciò che vi si deposita sopra. "Mangio poco", afferma con semplicità, rivelando un dettaglio che fa riflettere: non più di cinquant'grammi di pasta a pasto, una misura che potrebbe apparire spartana ma che, nel suo regime, si accompagna a una rigorosa varietà e alla totale assenza di eccessi, a cominciare dal fumo, che non ha mai sfiorato, o dall'alcol, del quale ha drasticamente ridotto il consumo fino ad azzerarlo completamente negli ultimi due anni.
I tre pilastri dell'alimentazione corretta
Il suo approccio, destinato non solo agli anziani ma anzi pensato soprattutto per i più giovani, ai quali dedica il prossimo saggio 'Non è mai troppo tardi', si struttura su tre interrogativi fondamentali: cosa, quanto e quando mangiare. Sono questi, nella sua visione, i cardini su cui costruire un rapporto sano con il cibo, l'unico in grado di gettare le basi per un invecchiamento di successo. La risposta al "cosa" si riassume nel principio della varietà, che garantisce l'apporto di tutti i nutrienti necessari, mentre il "quando" rimanda a una regolarità dei pasti che rispetti i ritmi dell'organismo. È però sul "quanto", sulla quantità, che Garattini pone l'accento più marcato, indicando nella moderazione calorica – supportata da ricerche scientifiche – uno dei meccanismi chiave per rallentare i processi di invecchiamento e proteggere l'organismo da numerose patologie.
La disciplina quotidiana oltre la dieta
La sua ricetta, tuttavia, non si limita al piatto. Alla parsimonia alimentare, infatti, affianca con costanza un'attività motoria semplice ma sistematica: circa cinque chilometri di cammino al giorno, un'abitudine che mantiene da tempo e che contribuisce, insieme, al benessere cardiovascolare e alla lucidità mentale. Un regime di vita, il suo, che esclude con altrettanta fermezza ogni dipendenza, dal gioco d'azzardo al consumo di droghe, puntando tutto sulla sobrietà e sull'autocontrollo. Non si tratta, come tiene a precisare, di un'ascesi punitiva: una piccola concessione dolciaria ogni tanto non solo è ammessa, ma considerata benefica per l'umore, in una visione che rifugge dai divieti assoluti e riconosce il piacere come componente integrante di un'esistenza equilibrata.
La prevenzione come filosofia di vita
Il messaggio che emerge con forza, dunque, è che la salute non si acquista in farmacia in un secondo momento, non è una merce di consumo, bensì il frutto cumulativo di scelte compiute nel lungo periodo, spesso impercettibili nella loro singolarità ma decisive nel loro insieme. Garattini, la cui carriera si è sviluppata all'insegna della ricerca scientifica più rigorosa, porta così testimonianza di come la scienza della longevità passi anche attraverso gesti ordinari, attraverso la capacità di resistere alle pressioni di un ambiente che spinge nella direzione opposta. La sua vita, prolifica sul piano professionale e caratterizzata da una stupefacente energia anche in età avanzata, costituisce la prova empirica di una teoria che lega indissolubilmente la qualità degli anni al governo responsabile del proprio, a partire da quel "mangiare poco e in modo vario" che suona come un monito e, insieme, un invito alla libertà dalle abbuffate.




