Dieta, i tre cibi da evitare per arrivare a 97 anni. Garattini: «Ho sostituito il burro con l'olio d'oliva, non bevo più vino e ho tolto la carne rossa»
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Redazione Salute
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Mangiare poco, una regola che sembra semplice ma che racchiude, nelle parole del professor Silvio Garattini, il principio fondamentale di qualsiasi approccio consapevole alla nutrizione. Il fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, che alla soglia dei 97 anni continua a osservare con lucidità il legame tra scienza e società, ha recentemente delineato in televisione il percorso che ha seguito personalmente, un percorso basato su scelte precise e sulla consapevole eliminazione di alcuni alimenti. Alzarsi da tavola senza quella sensazione di pienezza assoluta, che spesso confondiamo con il benessere, costituisce il primo passo di una strategia volta non alla privazione fine a se stessa, bensì all’equilibrio. È un invito, il suo, a considerare il pasto come un momento di sostentamento controllato, lontano dagli eccessi che caratterizzano le abitudini contemporanee.
I tre divieti fondamentali a tavola
Il suo discorso, articolato tra un programma e l’altro, si è concentrato soprattutto su tre rinunce fondamentali, tre “no” che hanno segnato la sua alimentazione quotidiana. Il primo riguarda il vino, il cui consumo viene limitato il più possibile, se non completamente evitato, abbandonando un’abitudine che per decenni è stata considerata, a torto o a ragione, un complemento quasi obbligato della dieta mediterranea. Il secondo divieto cade sulla carne rossa, un alimento la cui presenza sulle nostre tavole è stata progressivamente ridotta, quando non del tutto eliminata, a favore di altre fonti proteiche. La terza sostituzione significativa, forse la più emblematica di uno stile di vita che guarda alla salute cardiovascolare, è quella del burro con l’olio extravergine d’oliva, un cambio che privilegia i grassi di origine vegetale. Queste scelte, come egli stesso ha spiegato, non sono dettate da un rigore dogmatico ma dalla valutazione scientifica dei rischi associati a un consumo eccessivo di tali sostanze, in particolare per quanto concerne le patologie tumorali e cardiache.
La scelta dei carboidrati e la varietà
Oltre alle eliminazioni, esiste una scelta attiva riguardo a ciò che viene portato in tavola, come nel caso della pasta. Quando si consumano carboidrati, la preferenza del professor Garattini va alla versione integrale, che apporta un maggior quantitativo di fibre e nutrienti rispetto al prodotto raffinato, contribuendo a un assorbimento più lento e a un miglior controllo metabolico. Questo dettaglio si inserisce in un quadro più ampio, che non si limita a prescrivere divieti ma sottolinea l’importanza della varietà, intesa come garanzia di un apporto completo di tutte le sostanze necessarie all’organismo. Mangiare in modo vario, evitando la monotonia alimentare, rappresenta infatti il complemento indispensabile alla moderazione delle porzioni, un binomio che mira a preservare la funzionalità dell’organismo sul lungo periodo.
Un approccio scientifico alla longevità
Quello delineato dal farmacologo non è un semplice elenco di suggerimenti dietetici, bensì l’applicazione pratica di decenni di ricerca in campo biomedico, traslata nella sfera personale. Le sue indicazioni, prive di qualsiasi carattere aneddotico o modaiolo, si fondano su una solida letteratura scientifica che investiga la correlazione tra alimentazione, insorgenza di malattie croniche e aspettativa di vita. La sua testimonianza, perciò, assume il valore di un caso di studio, mostrando come principi generali validati dalla comunità scientifica possano essere tradotti in comportamenti quotidiani concreti. La longevità, in questa prospettiva, non è il risultato di un fattore singolo o di un alimento miracoloso, ma la conseguenza di un insieme di pratiche sostenute nel tempo, dove la moderazione quantitativa e la qualità selettiva degli alimenti giocano un ruolo determinante.




