Il monito di Garattini: per una vita lunga meglio dire no a vino, carne rossa e burro

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Redazione Salute Redazione Salute   -   In un’epoca in cui le diete si moltiplicano e i consigli alimentari, spesso contraddittori, fioccano da ogni canale, la voce di Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, si staglia per autorevolezza e chiarezza. Il noto farmacologo e oncologo, che alla soglia dei cent’anni continua la sua attività di ricerca e divulgazione, ha recentemente riassunto in alcune apparizioni televisive – da “Che tempo che fa” a “La volta buona” – i cardini del suo pensiero, che si traduce in uno stile di vita quotidiano. Garattini, la cui longevità sembra essere la prova vivente della bontà dei suoi precetti, insiste su un concetto semplice nella teoria ma complesso nella pratica: la moderazione a tavola come scudo contro le principali patologie croniche, dal tumore alle malattie cardiovascolari.

I tre divieti per la salute

Il professore, senza mezzi termini, indica tre alimenti da ridurre drasticamente o, meglio ancora, da eliminare dalla propria dieta. Si tratta del vino, della carne rossa e del burro. La sua posizione sull’alcol, in particolare, è netta e si è ulteriormente radicalizzata dopo la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di inserire le bevande alcoliche tra le sostanze cancerogene. “Da allora”, ha raccontato lo scienziato, “non lo regalo nemmeno più”, sottolineando come non esista una dose completamente sicura per la salute. Una presa di posizione che, com’è prevedibile, ha sollevato reazioni in un paese come l’Italia dove il vino è parte integrante della cultura, ma che Garattini motiva esclusivamente sulla base delle evidenze scientifiche, rimarcando come l’alcol rappresenti un fattore di rischio accertato, qualcosa di cui si può – e forse si deve – fare a meno.

Lo stile a tavola e le alternative

Oltre ai divieti, il metodo Garattini propone abitudini positive da coltivare. Al centro c’è l’idea di mangiare poco, terminando il pasto prima di sentirsi completamente sazi, e di privilegiare alimenti integrali, come pasta e pane non raffinati, che garantiscono un apporto maggiore di fibre. La frutta e la verdura sono protagoniste, mentre al burro viene preferito l’olio extravergine d’oliva, grasso principe della dieta mediterranea. Anche per le proteine esistono valide alternative alla carne rossa, che viene consumata con grande parsimonia. Si tratta di un modello alimentare che rifugge gli eccessi e le mode, puntando sulla costanza di scorte quotidiane che, nel loro insieme, costruiscono una difesa solida per l’organismo. Garattini, del resto, non parla per sentito dire ma sulla scorta di una vita dedicata alla ricerca farmacologica, un campo che lo ha portato a investigare a fondo il rapporto tra sostanze, metabolismo e insorgenza delle malattie.

Una filosofia della consapevolezza

Quello che emerge dalle sue parole non è un semplice elenco di cose da evitare, ma una vera e propria filosofia del comportamento alimentare, basata sulla consapevolezza di ciò che si porta in tavola e sugli effetti che quel cibo produce. Non ci sono scorciatoie o integratori miracolosi nel suo discorso, quanto piuttosto l’invito a una sobrietà ragionata, l’unica che, secondo la scienza di cui è portavoce, può contrastare l’aumento esponenziale di patologie legate allo stile di vita. Un approccio che, pur nella sua apparente severità, non ha il sapore di una privazione fine a se stessa, ma si propone come un investimento sulla qualità e sulla durata della vita, dove il piacere del cibo non viene negato ma canalizzato verso scelte più salutari, senza inutili dogmatismi ma con il rigore di chi ha passato decenni a studiare i meccanismi della salute.

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