Longevità a tavola, il decalogo di Silvio Garattini: moderazione, pochi grassi e niente regali per il vino
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Redazione Salute
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“Bisogna mangiare poco e in modo vario”, afferma con la chiarezza di chi ha dedicato una vita alla scienza il professor Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, nel delineare, a 97 anni, una via pragmatica alla longevità. Le sue considerazioni, emerse durante recenti partecipazioni a programmi televisivi, si consolidano in un approccio alimentare sobrio e deliberato, lontano dagli eccessi e basato su scelte quotidiane che, se mantenute nel tempo, possono costituire un baluardo contro l’insorgere di patologie severe. La sua posizione sul vino, in particolare, non ammette ambiguità: “Non lo regalo neanche…”, una frase che racchiude, al di là del tono colloquiale, un monito preciso sulla necessità di limitarne il più possibile il consumo, considerandolo tutt’altro che un elemento protettivo o benefico per l’organismo.
Le regole d'oro del fondatore del Mario Negri
La filosofia di Garattini, che qualcuno potrebbe definire spartana ma che egli presenta come semplicemente ragionevole, poggia su alcuni pilastri inequivocabili. Il primo è la moderazione quantitativa, ossia l’abitudine di alzarsi da tavola senza quella sensazione di pesantezza e sazietà assoluta che spesso accompagna i pasti; un comportamento, questo, che impone ascolto dei segnali del e disciplina. A questa si accompagna una rigorosa selezione qualitativa di ciò che si porta in tavola, con l’eliminazione o la radicale riduzione di alcuni alimenti considerati dannosi. Tra questi, la carne rossa e il burro vengono menzionati esplicitamente come componenti da evitare, a favore di alternative ritenute più salutari come l’olio d’oliva, fonte di grassi insaturi, e altre proteine di origine vegetale o animale meno grasse.
La scelta degli alimenti e lo stile di vita
Oltre ai divieti, il professore indica anche delle preferenze precise, orientando la dieta verso cereali integrali, frutta e verdura in abbondanza, che forniscono fibre, vitamine e sostanze fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo. Questa scelta, che può apparire scontata ma che nei fatti viene spesso disattesa, si inserisce in un quadro più ampio di attenzione allo stile di vita, dove l’alimentazione controllata rappresenta la componente principale, sebbene non unica, di una strategia di prevenzione. Il rigore che Garattini applica alla dieta, del resto, è lo stesso che lo ha portato a raggiungere traguardi eccezionali nel campo della ricerca farmacologica, dimostrando come la coerenza e l’adesione a principi scientificamente validati possano produrre risultati tangibili, sia in laboratorio sia nella vita di ogni giorno.
Una lezione di coerenza tra scienza e pratica quotidiana
Il racconto delle sue abitudini, quindi, non assume i toni della prescrizione medica asettica, ma quelli di una testimonianza personale e profondamente coerente. Quando parla di evitare il vino o di preferire la pasta integrale, lo fa con l’autorevolezza di uno scienziato che ha studiato per decenni l’impatto delle sostanze sull’organismo umano e con l’esperienza diretta di chi, applicando quei principi, ha mantenuto una straordinaria lucidità e vitalità. Il suo messaggio, privo di clamore e lontano dalle mode alimentari del momento, si concentra sull’importanza delle azioni ripetute, delle piccole rinunce consolidate nel tempo e di una consapevolezza alimentare che va coltivata giorno dopo giorno, senza la ricerca di scorciatoie o di soluzioni miracolose, ma con la pazienza e la determinazione di chi sa che la salute si costruisce, anche a tavola, con gesti semplici e reiterati.




