Divieto di corteo pro-Palestina a Roma, la questura impone il rispetto della legge
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Redazione Interno
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Il neo questore di Roma, Roberto Massucci, ha recentemente ribadito la necessità di rispettare il divieto imposto alla manifestazione pro-Palestina prevista per il 7 ottobre. La decisione, motivata dalla questura con la volontà di evitare celebrazioni della strage compiuta da Hamas, ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, Massucci, classe 1967, ha sottolineato l'importanza di una "polizia gentile", capace di rapportarsi con i cittadini in modo appropriato, anche con coloro che commettono errori. Dall'altro, ha evidenziato la necessità di difendere e tutelare il quadro di legalità senza esitazione.
La questura ha vietato la manifestazione, organizzata da una galassia di sigle pro-Palestina, poiché le espressioni utilizzate per pubblicizzare l'iniziativa sono state ritenute non compatibili con il diritto a manifestare pacificamente, garantito dall'ordinamento giuridico vigente. La decisione è stata presa in vista dell'anniversario del sanguinario raid di Hamas del 7 ottobre, evento che ha segnato profondamente il conflitto israelo-palestinese.
Gli organizzatori del corteo hanno presentato ricorso al TAR, ma il tribunale ha deciso di non sospendere il divieto. Massucci ha spiegato che la questura ha già iniziato a lavorare sulle informazioni e che verrà istituito un tavolo tecnico il 4 ottobre per discutere ulteriormente la questione. La linea dura adottata dalla questura mira a prevenire qualsiasi forma di celebrazione della violenza e a garantire la sicurezza pubblica.
Mentre in Medio Oriente continuano gli scontri e i missili piovono, in Italia la battaglia delle parole si accende. La questura di Roma, con il suo pugno duro, intende far rispettare il divieto, utilizzando anche il dialogo come strumento per mantenere l'ordine.




