Radiologo usa tac dell’ospedale per la sua gatta: scatta l’indagine
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Redazione Interno
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Un episodio singolare, che ha sollevato non poche polemiche, si è verificato all’Ospedale Parini di Aosta, dove un radiologo ha utilizzato apparecchiature mediche, destinate ai pazienti umani, per curare la sua gatta. Il dottor Gianluca Fanelli, primario della struttura semplice di Radiologia cardiovascolare e radiologia interventistica, si è trovato al centro di un’indagine interna dopo che un collega ha denunciato l’accaduto. La vicenda, che ha portato alla segnalazione in Procura da parte della Usl locale, ha fatto emergere questioni etiche e procedurali, sollevando interrogativi sull’uso delle risorse pubbliche.
Nei giorni scorsi, la gatta del dottor Fanelli, precipitata dal settimo piano, avrebbe riportato gravi lesioni, tra cui un pneumotorace. Per salvarla, il medico si è recato in ospedale al di fuori del suo orario di lavoro, utilizzando la tac per diagnosticare le condizioni dell’animale e procedendo poi con un drenaggio. Un gesto che, se da un lato ha permesso alla gatta di sopravvivere, dall’altro ha attirato l’attenzione delle autorità sanitarie, che hanno avviato accertamenti per verificare eventuali violazioni delle norme.
La moglie del radiologo, Nicoletta Spelgatti, senatrice della Lega, ha difeso il marito, sostenendo che “ha salvato una vita, senza portare via nulla a nessuno”. Tuttavia, la direzione aziendale della Usl ha ritenuto necessario segnalare il caso alla Procura, ipotizzando il possibile configurarsi di reati perseguibili d’ufficio. La questione è stata inoltre sottoposta alla Commissione Disciplinare, che dovrà valutare la condotta del medico alla luce delle normative vigenti.
L’Assessore alla Sanità della Valle d’Aosta, Carlo Marzi, ha commentato l’accaduto, definendolo un “grave disfunzionamento” del sistema sanitario pubblico. L’utilizzo di risorse destinate ai pazienti umani per curare un animale, seppur in un contesto di emergenza, ha infatti messo in luce possibili criticità nella gestione delle strutture ospedaliere. La vicenda, che ha suscitato un ampio dibattito, rimane ora nelle mani della magistratura, chiamata a fare chiarezza su eventuali responsabilità.




