Radiologo usa la Tac dell’ospedale per salvare la sua gatta: la procura indaga
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Redazione Interno
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Un gesto che ha diviso l’opinione pubblica tra chi lo considera un atto di amore e chi lo vede come un abuso di potere. È la storia del dottor Gianluca Fanelli, radiologo interventista presso l’ospedale Parini di Aosta, che ha utilizzato una Tac della struttura sanitaria per salvare la vita della sua gatta, Atena. L’animale, caduto dal sesto piano di un condominio, aveva riportato un grave pneumotorace, una condizione che, se non trattata tempestivamente, avrebbe potuto rivelarsi fatale. Fanelli, dopo aver diagnosticato il problema, ha eseguito personalmente un drenaggio polmonare, salvando così la vita del suo animale domestico, che la sua famiglia aveva adottato dopo averlo trovato in strada.
La vicenda, tuttavia, non è passata inosservata. L’azienda sanitaria locale ha segnalato il caso alla procura di Aosta, che ha aperto un fascicolo d’indagine per accertare eventuali responsabilità penali. Il procuratore facente funzioni, Luca Ceccanti, sta valutando se l’utilizzo della Tac per fini privati costituisca una violazione delle norme deontologiche o un abuso di mezzi pubblici. Nel frattempo, l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, ha sottolineato l’importanza di fare chiarezza senza però mettere in discussione il lavoro quotidiano dei professionisti sanitari, spesso chiamati a operare in condizioni di emergenza.
Il caso, che ha sollevato un dibattito tra chi difende il gesto del medico e chi lo critica, pone interrogativi non solo sul piano etico ma anche su quello giuridico. Da un lato, c’è chi sostiene che Fanelli abbia agito spinto da un senso di responsabilità verso un animale che considerava parte della sua famiglia, dall’altro, c’è chi ritiene che l’uso di strumenti ospedalieri per fini personali rappresenti un precedente pericoloso. La magistratura, ora, dovrà stabilire se il radiologo abbia oltrepassato i limiti del suo ruolo, pur agendo in una situazione di estrema urgenza.




