Radiologo usa la Tac dell’ospedale per salvare la sua gatta
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Redazione Interno
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Il caso del dottor Gianluca Fanelli, radiologo interventista presso l’ospedale Parini di Aosta, ha acceso un dibattito che trascende la semplice cronaca, toccando temi come l’etica professionale, l’empatia e il rapporto tra uomo e animali. Fanelli, che lavora nella struttura da 18 anni, ha utilizzato una Tac ospedaliera per diagnosticare e curare la sua gatta, Atena, rimasta gravemente ferita dopo una caduta di 18 metri dal tetto di un condominio. L’animale, salvato anni prima dalla strada dalla famiglia del medico, presentava un pneumotorace, una condizione potenzialmente letale che ha spinto il radiologo a intervenire tempestivamente, eseguendo un drenaggio polmonare che le ha salvato la vita.
«Se fosse morta, non me lo sarei mai perdonato», ha dichiarato Fanelli, spiegando le ragioni del suo gesto. La scelta, però, non è passata inosservata. L’azienda sanitaria locale ha segnalato il caso alla procura di Aosta, che ha aperto un fascicolo d’indagine per accertare eventuali violazioni. Il procuratore facente funzioni, Luca Ceccanti, sta valutando se il comportamento del medico configuri un abuso di mezzi pubblici o una violazione dei protocolli ospedalieri.
La vicenda ha diviso l’opinione pubblica. Da un lato, c’è chi critica il radiologo per aver utilizzato risorse sanitarie destinate ai pazienti umani, sottolineando la necessità di rispettare le regole anche in situazioni eccezionali. Dall’altro, molti hanno espresso solidarietà a Fanelli, riconoscendo nel suo gesto un atto di amore e responsabilità verso un animale in pericolo. Tra questi, la Lega nazionale per la protezione del cane (Lndc), che ha definito la situazione «eccezionale» e ha lodato l’empatia del medico.
Anche l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, è intervenuto, ribadendo la necessità di fare chiarezza senza però mettere in discussione il lavoro quotidiano dei professionisti sanitari. Il caso, infatti, rischia di aprire un dibattito più ampio sull’uso delle risorse pubbliche e sui limiti dell’etica professionale, soprattutto in contesti in cui la linea tra vita umana e animale sembra sfumare.




