Enzo Iacchetti torna a È sempre Cartabianca, tra tensioni mediorientali e un confronto annunciato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Enzo Iacchetti fa ritorno stasera, martedì 23 settembre, nello studio di È sempre Cartabianca, il talk show di approfondimento politico condotto da Bianca Berlinguer in onda su Rete 4 alle 21.25. Un ritorno, il suo, che si annuncia tutt’altro che pacifico e che promette di riaccendere i riflettori sullo scontro, già aspro, avvenuto con Eyal Mizrahi, presidente dell’associazione Amici di Israele. L’attore e conduttore, stando a quanto trapelato, non intende affatto recedere dalle proprie posizioni, preparandosi anzi a chiarirle senza mezzi termini in una serata che avrà come sfondo principale il conflitto di Gaza e i lavori dell’80esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.
La presenza di Iacchetti, di per sé, garantisce sempre una dialettica vivace e imprevedibile, ma è l’eredità del precedente faccia a faccia con Mizrahi a creare un’attesa particolare. Il medico veterinario israeliano, che ha combattuto nella prima guerra del Libano del 1982, non è un semplice commentatore bensì un testimone diretto di quelle lacerazioni che segnano da decenni il Medioriente; la sua biografia, del resto, spiega bene la passione con cui difende le ragioni di Israele, contrapponendosi frontalmente alle accuse di genocidio che sono state sollevate. È proprio su questo terreno minato, quello di una discussione che tocca nervi scoperti della storia e della politica internazionale, che Iacchetti sembra voler ritornare, forse per approfondire punti lasciati in sospeso o per ribadire concetti che avevano già generato notevoli tensioni.
La trasmissione, come suo costume, non si limiterà certo a questo singolo dossier, proponendo come di consueto un’analisi dei grandi temi dell’attualità, nazionale e internazionale, con un’attenzione specifica alle loro ricadute sulla vita quotidiana dei cittadini. L’agenda dell’Onu, con i suoi summit e le sue dichiarazioni, offre senza dubbio spunti cruciali per comprendere gli equilibri globali in un momento particolarmente delicato, anche alla luce della rinnovata amministrazione statunitense guidata dal presidente Donald Trump. Sarà interessante osservare come Bianca Berlinguer saprà dosare gli interventi, districandosi tra la cronaca calda del confronto in studio e l’analisi più strutturata degli eventi mondiali.




