Meloni a Gedda per rassicurare i sauditi: «Sicurezza energetica prioritaria»
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Redazione Esteri
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Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è atterrata nel pomeriggio a Gedda, in Arabia Saudita, per una missione lampo che – spiegano fonti di Palazzo Chigi – era in preparazione da giorni ma il cui via libera definitivo, per ragioni di sicurezza facilmente intuibili, è scattato soltanto nelle ultime ventiquattr’ore. La premier, che stamattina aveva appena presieduto il Consiglio dei ministri varando il decreto sulle accise, ha così deciso di imbarcarsi verso una delle aree più calde del pianeta: il Golfo. Non si tratta, tengono a precisare le stesse fonti, di una reazione a un’emergenza immediata, quanto piuttosto di una mossa strategica per rafforzare la sicurezza energetica nazionale e, al contempo, mostrare vicinanza ai regimi della regione.
Prima tappa saudita e il faccia a faccia con Bin Salman
Il tour, che si svilupperà nell’arco di quarantotto ore, prevede incontri con i principali rappresentanti di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. A Gedda, Meloni incontrerà il principe ereditario Mohammed bin Salman, figura centrale non solo per le forniture di petrolio ma anche per l’equilibrio delle rotte commerciali che attraversano il Mar Rosso e il Golfo Persico. L’agenda dei colloqui, riferiscono fonti italiane, sarà fitta: si parlerà di approvvigionamenti energetici, certo, ma anche della sicurezza delle rotte marittime e della gestione dei flussi migratori, due dossier che Roma considera strettamente collegati alla stabilità dell’area.
Un leader europeo e mondiale in una regione sotto choc
Quella di Meloni, viene sottolineato da Palazzo Chigi, è la prima visita di un leader di Unione europea, G20 e Nato dall’inizio del nuovo conflitto che ha sconvolto il Medio Oriente. Il quadro regionale è infatti drammaticamente mutato dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iraq e il successivo assassinio mirato della Guida Suprema iraniana, Alì Khamenei. Al suo posto era subentrato il figlio Moijtaba Khamenei, poi rimasto gravemente ferito – sembra non in modo mortale – in un bombardamento che ha aggiunto ulteriore caos a uno scenario già esplosivo. In questo contesto, i Paesi del Golfo si sentono esposti alle rappresaglie di Teheran, e l’Italia, attraverso la voce della sua presidente, intende offrire un segnale di vicinanza politica e concreta.
Petrolio, gas e la strategia di lunga durata
L’obiettivo dichiarato della missione, come ribadito dalle stesse fonti governative, è triplice: rafforzare la sicurezza energetica, garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e mostrare agli alleati arabi che l’Europa non li lascia soli. Meloni, che non ha mai nascosto l’importanza di diversificare i fornitori di gas e petrolio, cerca ora di tradurre in atti quella linea, approfittando del vuoto di leadership lasciato da altri attori occidentali. Nessuna dichiarazione ufficiale è ancora filtrata dai palazzi del potere saudita, ma la tempistica – a pochi giorni dal rinnovo della presidenza americana con Donald Trump nuovamente alla Casa Bianca – non è certo casuale.




