Metalmeccanici in piazza per il rinnovo del contratto, proteste e tensioni in diverse città
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Redazione Interno
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Migliaia di lavoratori del settore metalmeccanico sono scesi in piazza oggi in tutta Italia, rispondendo allo sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm per spingere alla riapertura delle trattative sul rinnovo contrattuale. Le manifestazioni, che hanno coinvolto città come Bergamo e Bologna, sono state caratterizzate da momenti di tensione, culminati con l’occupazione della tangenziale bolognese, episodio che ha portato all’apertura di procedimenti giudiziari per blocco stradale.
A Bergamo, dove sono arrivati tre pullman da Lodi, i sindacati hanno ribadito l’urgenza di un accordo che migliori salari, sicurezza e diritti, soprattutto nel sistema degli appalti. «Rinnovare i contratti significa contrastare la precarietà e garantire condizioni dignitose», hanno sottolineato i consiglieri regionali del Pd Roberta Vallacchi e Davide Casati, schierandosi apertamente con i manifestanti. La Cisl, da parte sua, ha chiesto a Federmeccanica di riconvocare il tavolo negoziale, definendo «indispensabile» una trattativa seria e responsabile.
A Bologna, invece, la protesta ha assunto toni più accesi quando circa 10.000 operai hanno invaso la tangenziale, bloccando il traffico per ore. Gli organizzatori hanno sostenuto di aver ottenuto l’autorizzazione dalla Questura, versione smentita dalle autorità, che hanno annunciato denunce in applicazione del nuovo decreto sicurezza. «Si criminalizza il dissenso», ha reagito il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, criticando la linea dura del governo Meloni.




