Scandalo di corruzione in Liguria getta ombre sulla diga di Genova
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Redazione Interno
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L'inchiesta sulla corruzione in Liguria ha portato all'arresto del governatore Giovanni Toti, gettando pesanti ombre sulla diga di Genova. Questo progetto, il più oneroso finanziato con i fondi del Pnrr, ha un costo stimato di 1,3 miliardi di euro. La società incaricata di realizzare l'opera è WeBuild, la stessa società amministrata da Pietro Salini, citato nelle intercettazioni che hanno messo nei guai il presidente ligure, l'ex presidente del porto Paolo Emilio Signorini e l'imprenditore Aldo Spinelli.
Il ruolo di WeBuild
WeBuild, la società incaricata di realizzare la diga, è amministrata da Pietro Salini. Quest'ultimo è stato citato nelle intercettazioni che hanno portato all'arresto del governatore Giovanni Toti, dell'ex presidente del porto Paolo Emilio Signorini e dell'imprenditore Aldo Spinelli. Questo legame ha sollevato dubbi sulla trasparenza del progetto della diga.
La posizione di Salvini
Il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha annunciato l’intenzione sua e del governo di proseguire nel progetto di realizzazione della diga foranea di Genova. Secondo Salvini, fermare i lavori della diga significherebbe fermare lo sviluppo della Liguria, del nostro territorio e la competitività dell'Italia. Pertanto, l'opera dovrà proseguire a pieno ritmo secondo il cronoprogramma.
Le indagini in corso
Nonostante le indagini in corso, il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha ribadito al question time alla Camera la necessità di proseguire con i lavori della diga foranea di Genova. Fermare i lavori, secondo Salvini, significherebbe fermare lo sviluppo della Liguria, del nostro territorio e la competitività dell'Italia. Pertanto, l'opera dovrà proseguire a pieno ritmo secondo il cronoprogramma.




