Portuali di Livorno bloccano nave di armi, sindacati liguri: "Pronti a fare lo stesso"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
I portuali di Livorno, insieme a cittadini, hanno respinto la nave SLNC Severn, battente bandiera statunitense e sospettata di trasportare armamenti. Dopo un presidio di diverse ore, l'imbarcazione non ha potuto attraccare. A seguito dell'azione, la nave risulta non più tracciabile sui sistemi di monitoraggio marittimo, il che solleva interrogativi sulla sua destinazione.
La reazione dei sindacati in Liguria
Proprio questa incertezza ha spinto i sindacati liguri a dichiararsi pronti a mobilitarsi. Cgil Liguria e Filt Liguria hanno definito il carico della Severn "strumenti di offesa destinati al genocidio del popolo palestinese" e hanno annunciato che sono pronti a "intervenire nel caso in cui questa punti la prua verso un porto ligure". Hanno fatto intendere che i lavoratori si rifiuterebbero di eseguire le operazioni di ormeggio.
Il sostegno delle altre organizzazioni
All'allarme si unisce la posizione di Rifondazione Comunista della Spezia e della Cub Trasporti, che hanno espresso "pieno sostegno e plauso" per l'iniziativa dei colleghi livornesi, definendola "un gesto di coraggio e dignità". La preoccupazione è che la nave possa ora cercare di attraccare nel porto della Spezia, importante hub logistico.
L'obiettivo comune: porti non coinvolti nel conflitto
La determinazione delle diverse organizzazioni è univoca: impedire che i porti italiani vengano utilizzati come "strumenti di morte". L'obiettivo immediato è mantenere alta la vigilanza per bloccare eventuali tentativi della SLNC Severn di approdare in Liguria, dove incontrerebbe una opposizione altrettanto decisa.




