A Champoluc trionfa Prodhomme, Del Toro resiste leader. Al Sestriere si gioca il finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La tappa regina delle Alpi, quella che da Biella portava a Champoluc attraverso cinque Gran Premi della montagna e oltre cinquemila metri di dislivello, ha mantenuto le promesse di spettacolo senza però scalfire la gerarchia generale. A imporsi, in solitaria, è stato il francese Nicolas Prodhomme, ventottenne della Decathlon-Ag2r La Mondiale, che ha scritto la sua prima pagina nel Giro d’Italia con una fuga impeccabile, resistendo al ritorno dei big e aggiudicandosi anche il record di punti nel Fantagiro.

Mentre il gruppo arrancava, diviso dalle asperità del percorso, Prodhomme – partito in fuga nel primo chilometro – ha gestito con freddezza il vantaggio, ampliandolo quando gli altri fuggitivi hanno ceduto e tenendo a bada, negli ultimi chilometri, anche l’inseguimento di Carapaz e Del Toro. Una vittoria che, al di là del merito atletico, assume un valore simbolico: in un ciclismo sempre più dominato da fenomeni precoci o da convertiti da altri sport, il francese rappresenta chi ha dovuto aspettare, tra infortuni e maturazione graduale, il momento giusto.

Quanto alla classifica generale, Isaac Del Toro ha confermato di essere il dominatore di questa corsa. Lo messicano, pur non essendo il favorito iniziale, ha controllato senza sforzi apparenti i rivali, per poi strappare altri secondi preziosi a Carapaz nello sprint per il secondo posto. Un’altra dimostrazione di forza che lascia poco spazio alle ambizioni degli inseguitori, ormai costretti a inseguire miracoli.

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