Calma piatta in Val d’Aosta, ma Prodhomme scrive la sua storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ci si aspettava una tappa infuocata, con i passaggi al Col Tzecore, al Col Saint-Pantaléon e al Col de Joux che promettevano scintille, soprattutto dopo le emozioni regalate dai corridori nella scalata a San Valentino (Brentonico). E invece, la diciannovesima frazione del Giro d’Italia 2025 ha riservato una corsa più controllata del previsto, lasciando spazio a un finale in cui Isaac Del Toro, leader della generale, ha dovuto solo rispondere a un timido attacco di Richard Carapaz sull’ultima asperità di Antagnod. Una giornata che, se da un lato ha deluso chi sperava in un’esplosione di azione, dall’altro ha regalato una vittoria inaspettata e meritata: quella di Nicolas Prodhomme.

Il francese della Decathlon AG2R La Mondiale, 28 anni e una carriera trascorsa spesso nell’ombra, ha scritto una pagina indimenticabile conquistando la tappa di Champoluc dopo una lunga fuga. "Ho avuto coraggio", ha detto Prodhomme, che fino all’ultimo non credeva di poter centrare il traguardo in solitaria. "Mi sono detto: devo fare una crono". Un successo che arriva dopo quello al Tour of the Alps e che porta a 79 le vittorie francesi nella corsa rosa.

Intanto, la maglia rosa consolida la sua posizione. Del Toro, messicano della Uae Team Emirates, non solo ha respinto ogni tentativo di scalzarlo dalla vetta della classifica, ma ha anche allungato il suo vantaggio grazie ai secondi di abbuono guadagnati sul traguardo. Carapaz, pur resistendo meglio degli altri, ha visto il suo ritardo salire a 43", mentre gli altri rivali – incluso Simon Yates – hanno perso ulteriore terreno.

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