Isaac Del Toro, il ventunenne messicano che sta incantando il Giro d’Italia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Bormio, con le sue strade bagnate e il cielo grigio che sembrava voler sfidare i corridori, ha visto ieri l’ennesima prova di forza di Isaac Del Toro, il giovane talento che, tappa dopo tappa, sta ridisegnando i contorni di questo Giro d’Italia. A soli 21 anni, il messicano della Uae Emirates ha conquistato la diciassettesima tappa, quella che da San Michele all’Adige portava al traguardo di Bormio dopo 155 chilometri di fatica, con un attacco a sorpresa nell’ultimo chilometro che ha lasciato indietro avversari del calibro di Romain Bardet e Richard Carapaz.
Nato a Ensenada, nella Bassa California, Del Toro aveva già dato un assaggio del suo potenziale nel 2023, quando si impose al Tour de l’Avenir, competizione che negli anni ha lanciato alcuni dei più grandi nomi del ciclismo. Ma quello che sta facendo in questa Corsa Rosa supera ogni aspettativa: non solo perché è riuscito a indossare la maglia rosa, ma per il modo in cui l’ha difesa, dimostrando una freddezza e un’intelligenza di gara rare per la sua età.
«Ha fatto l’ultima curva come un criminale», ha commentato qualcuno lungo il percorso, riferendosi alla precisione con cui ha gestito il finale, mentre la pioggia rendeva insidioso ogni movimento. Quel che è certo è che, dopo un momento di difficoltà nella tappa precedente, Del Toro ha saputo reagire con un’azione degna dei migliori finisseur, chiudendo con un gesto ormai diventato suo marchio di fabbrica: l’inchino davanti alla folla, un segno di rispetto che mescola umiltà e consapevolezza del proprio valore.
In classifica generale, ora il messicano precede Carapaz di 41 secondi e Simon Yates di 51, numeri che lo proiettano tra i grandi favoriti per la vittoria finale. E mentre il Giro si avvia verso le tappe decisive, c’è chi inizia a paragonarlo ai leggendari scalatori del passato, quelli che, come Coppi, sapevano trasformare la sofferenza in spettacolo.




