Isaac Del Toro, il messicano che sta riscrivendo la storia del Giro d’Italia
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Redazione Sport
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A soli 21 anni, Isaac Del Toro non è solo la rivelazione del Giro d’Italia 2025, ma il ciclista che sta ridisegnando gli equilibri della Corsa Rosa con una maturità tecnica e un’esplosività rare per la sua età. Nato a Ensenada, nella Bassa California messicana, Del Toro aveva già lasciato il segno nel 2023 vincendo il Tour de l’Avenir, competizione che da sempre svela i talenti destinati a dominare il panorama internazionale. Oggi, con la maglia rosa sulle spalle, conferma di essere molto più di una promessa.
La diciassettesima tappa, quella che da San Michele all’Adige conduce a Bormio attraverso i 155 chilometri più insidiosi della Valtellina, è stata l’ennesima dimostrazione della sua classe. Sulle rampe finali, a poco più di un chilometro dall’arrivo, il corridore dell’UAE Team Emirates ha staccato gli avversari con uno scatto secco, lasciandosi alle spalle il francese Romain Bardet e l’ecuadoriano Richard Carapaz, suo diretto rivale nella generale. Un attacco perfetto, degno di un finisseur navigato, che gli ha permesso di allungare il vantaggio su Carapaz a 41 secondi, mentre il britannico Simon Yates, terzo in classifica, resta a 51".
Quella di Bormio non è stata una vittoria qualsiasi. Sulle pendici del Mortirolo, montagna simbolo del ciclismo dove molti si aspettavano una resa dei conti in salita, Del Toro ha invece consolidato la sua leadership. Mentre la pioggia rendeva ancor più aspro il finale, il messicano ha gestito con freddezza ogni accelerazione, rispondendo agli attacchi e scegliendo il momento giusto per l’allungo decisivo. Un’impresa che, al di là del cronometro, ha un valore psicologico: dimostra che la maglia rosa non è frutto di circostanze fortunate, ma di una superiorità tattica e fisica difficilmente contestabile.
Se il Giro è diventato il suo palcoscenico, Del Toro non dimentica le radici. Cresciuto in un paese dove il ciclismo non è sport nazionale, ha dovuto farsi strada con determinazione, lontano dai riflettori che illuminano i vivai europei. Oggi, con la grinta di chi ha conquistato tutto pedalando, rappresenta non solo una speranza per il Messico, ma un nuovo modello di corridore completo, capace di brillare sia nelle tappe di montagna che nelle volate ristrette.




