Una notte di boati nella terra che trema ancora, sciame sismico nel Maceratese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un brusco risveglio ha scosso nel cuore della notte i residenti di un'ampia area delle Marche, quella stessa zona, per intenderci, che porta ancora i segni profondi degli eventi del 2016. Una sequenza, iniziata con un primo sussulto poco prima delle tre, si è rapidamente trasformata in uno sciame sismico decine di scosse, alcune delle quali chiaramente avvertite dalla popolazione, hanno fatto riaffiorare timori mai del tutto sopiti. L'episodio di maggiore intensità, che ha prodotto un boato udito da molti, è stato registrato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 3.31 con una magnitudo pari a 3.8, localizzando l'epicentro a pochi chilometri da Sant'Angelo in Pontano, ad una profondità di circa ventiquattro chilometri nel sottosuolo.

La sequenza dettagliata degli eventi

L'attività tellurica, che si è protratta per diverse ore fino al mattino, ha visto un picco concentrato in un arco temporale ristretto. Dopo la scossa preliminare di magnitudo 2.5 delle 2.47, infatti, la terra ha dato il suo colpo più significativo pochi minuti dopo, per poi replicare con altri due eventi di rilievo: uno di magnitudo 3.1 alle 3.38 e un altro di magnitudo 3.0 alle 5.15, quest'ultimo con epicentro spostato verso Gualdo. L'Ingv, nel fornire i dati aggiornati, ha contato complessivamente diverse decine di scosse nell'area del Maceratese, molte delle quali di bassa magnitudo ma parte di un unico, evidente fenomeno di sciame.

Il necessario chiarimento dell'Ingv sulle magnitudo

Proprio in merito all'intensità degli eventi, l'Istituto ha ritenuto di dover intervenire con una nota ufficiale per correggere quelle che ha definito informazioni erronee circolate in alcune testate. "Non risulta alcun evento di magnitudo 5.1 associato alla sequenza in corso", ha specificato l'Ingv, ribadendo che il dato corretto per la scossa principale delle 3.31 è ML 3.8. Un chiarimento doveroso, il loro, volto a evitare allarmismi ingiustificati in una popolazione già particolarmente sensibile al tema, soprattutto quando si parla di numeri che evocano il ricordo di tragedie passate.

Il contesto sismico e la memoria del 2016

L'intera sequenza, come sottolineano i sismologi, si è sviluppata all'interno del cosiddetto cratere sismico del 2016, un'area geograficamente definita che continua a mostrare una vivace attività di assestamento. Se gli eventi della notte non hanno causato danni rilevanti alle strutture, essi hanno però avuto il potere di riportare alla mente, in modo brusco e immediato, la fragilità di quel territorio. La percezione della scossa, unita al caratteristico boato che spesso accompagna gli epicentri superficiali, ha creato un momento di apprensione, risolto poi nelle ore successive con il graduale esaurirsi dello sciame.

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