Catanzaro trema ancora: sciame sismico con 18 scosse, la più forte di magnitudo 3.3
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Redazione Interno
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La terra continua a tremare a Catanzaro, dove oggi si sono registrate ben 18 scosse di terremoto, alcune delle quali distintamente avvertite dalla popolazione. La più intensa, di magnitudo 3.3, è stata rilevata alle 14.46 con epicentro a Tiriolo, a una profondità di 8 chilometri. Questo nuovo sciame sismico si inserisce in un contesto già critico, considerando che nelle ultime settimane l’area del catanzarese è stata interessata da una serie di movimenti tellurici, tutti concentrati nell’Istmo, tra i comuni di Tiriolo, Miglierina, San Pietro Apostolo, Marcellinara e Catanzaro. La causa è stata attribuita alla riattivazione di una faglia presente nella zona.
Le scosse, iniziate già dalle 3.41 della scorsa notte, hanno raggiunto in alcuni casi magnitudo superiore a 2.0, con la più significativa, quella di Tiriolo, che ha spinto alla momentanea evacuazione di scuole e uffici. Nonostante l’intensità moderata, i ripetuti eventi sismici hanno generato preoccupazione tra i residenti, abituati a fenomeni simili ma non così frequenti. Questo sciame, tra l’altro, arriva a soli due giorni di distanza da quello registrato il 18 marzo, che aveva già messo in allerta la provincia.
Le ripercussioni non si limitano alla sfera della sicurezza pubblica. Il terremoto ha infatti interrotto anche il regolare svolgimento dei processi in corso presso la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro. Tra questi, spicca l’udienza odierna relativa all’omicidio di Luca Bruni, ultimo boss della cosca “Bella Bella” di Cosenza, ucciso nel 2012 da esponenti della criminalità organizzata di etnia rom. L’evento sismico ha costretto a sospendere temporaneamente le attività giudiziarie, aggiungendo un ulteriore tassello di complessità a un processo già delicato.
In risposta alla situazione, il consigliere comunale Raffaele Serò ha proposto di valutare l’istituzione di un tavolo tecnico per l’allestimento di tensostrutture nelle aree di attesa per il primo soccorso. “L’esperienza del passato ci insegna che, in situazioni di emergenza sismica, la tempestività dell’intervento è fondamentale”, ha dichiarato Serò, sottolineando la necessità di misure concrete per garantire la sicurezza dei cittadini. La proposta si inserisce in un dibattito più ampio sulle modalità di gestione delle emergenze, soprattutto in un’area storicamente esposta al rischio sismico.




