Terremoto ai Campi Flegrei: sciame sismico prosegue con scossa di magnitudo 3,2

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La terra non smette di tremare nei Campi Flegrei, area vulcanica a nord-ovest di Napoli, dove nella notte tra domenica e lunedì è stato registrato uno sciame sismico di oltre 180 scosse, culminate in un evento di magnitudo 3.9 alle 00:19. L’epicentro, localizzato a soli cinque chilometri da Pozzuoli e con un ipocentro superficiale, a due chilometri di profondità, ha fatto sì che il sisma fosse particolarmente avvertito dalla popolazione, nonostante non siano stati segnalati danni a persone o cose. La scossa principale è stata seguita, appena un minuto dopo, da una replica di magnitudo 2.5, ulteriore segnale di un’attività tellurica che non accenna a placarsi.

La prefettura di Napoli, pur sottolineando l’assenza di criticità immediate, ha confermato che l’evento ha generato allarme tra i residenti, già da tempo abituati a convivere con il fenomeno del bradisismo, che provoca lento sollevamento e abbassamento del suolo. Proprio questa caratteristica geologica, tipica delle aree vulcaniche, rende i Campi Flegrei una zona monitorata costantemente dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che ha prontamente comunicato i dati alla Protezione Civile. Quest’ultima, a sua volta, ha attivato i contatti con le strutture locali per valutare eventuali necessità.

Intanto, a Pozzuoli, le autorità hanno disposto la chiusura delle scuole come misura precauzionale, decisione che riflette la cautela adottata in un’area dove il rischio vulcanico, seppur remoto nel breve termine, non può essere ignorato. Il piano di evacuazione, già elaborato per far fronte a eventuali emergenze, rimane un punto di riferimento, anche se al momento non sono stati attivati provvedimenti specifici per gli sfollamenti.

L’attenzione resta alta, soprattutto considerando che lo sciame sismico è solo l’ultimo capitolo di una serie di eventi che, negli ultimi mesi, hanno interessato la zona. Il bradisismo, infatti, è un fenomeno ciclico che alterna fasi di sollevamento a periodi di stasi, ma la frequenza e l’intensità delle scosse recenti hanno riacceso il dibattito sulla gestione del rischio in un’area densamente popolata.

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