Meteo 4 marzo, l’alta pressione regge ma qualche pioggia bagna Sardegna e regioni centrali
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Redazione Interno
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La fotografia meteorologica di questo mercoledì, 4 marzo 2026, restituisce l’immagine di un’Italia spaccata in due, se così si può dire, dal punto di vista delle condizioni atmosferiche: da un lato un Nord saldamente in mano all’alta pressione, che garantisce cieli sereni o al massimo velati da banchi di nebbia, e dall’altro le regioni centro-meridionali e la Sardegna che fanno i conti con una nuvolosità più compatta e il passaggio di deboli precipitazioni. Il tutto, va detto, senza stravolgimenti particolari, perché la struttura anticiclonica che abbraccia gran parte dell’Europa centro-meridionale continua a rappresentare un muro invalicabile per le perturbazioni atlantiche, costrette a scorrere molto più a nord.
Il velo nuvoloso e le prime gocce su Isole e Centro Italia
Se al Nord, e in particolare sul versante nord-orientale, la giornata si apre con nebbie fitte in Val Padana – fenomeno peraltro atteso e tipico di queste configurazioni – e un soleggiato prevalente altrove, è sul resto della Penisola che l’attenzione si sposta verso i primi segnali di una pur lieve instabilità. Una circolazione depressionaria, in formazione tra il Marocco e il bacino occidentale del Mediterraneo, cerca infatti di far sentire i suoi effetti, seppur in modo blando, riuscendo a inviare impulsi umidi verso le Isole Maggiori. Ne consegue che sulla Sardegna, sin dalle prime ore del mattino, si registreranno piovaschi isolati, mentre una copertura nuvolosa più consistente interesserà le zone interne delle regioni centrali, in particolare lungo la dorsale appenninica dove, nel corso del pomeriggio, non si esclude la possibilità di qualche rapido rovescio, anche a carattere temporalesco. La punta più meridionale della Calabria, del resto, sarà lambita da questi stessi flussi umidi, con possibilità di deboli fenomeni.
Nebbie al Nord e schiarite progressive al Sud
Al di là di questi disturbi, che restano circoscritti e per lo più di debole intensità, la sostanza non cambia: l’anticiclone continua a proteggere l’Italia, e le temperature, miti e spesso superiori alle medie stagionali, ne sono la prova più evidente. Al Nord, se si eccettuano le nebbie mattutine che tenderanno a diradarsi col passare delle ore, il sole riuscirà a splendere su gran parte delle pianure e delle zone alpine e prealpine, complice l’aria più secca in quota. Al Centro, invece, la nuvolosità risulterà più insistente, specialmente sulle aree tirreniche, ma senza fenomeni di rilievo se non quelli già menzionati in prossimità dei rilievi. Al Sud e in Sicilia, infine, la giornata vedrà un miglioramento a partire dal pomeriggio, con ampie schiarite che prenderanno il posto delle nubi mattutine. I venti, prevalentemente di Scirocco, soffieranno con moderazione proprio sui bacini intorno alle isole, rendendo il mare localmente mosso.
L’assenza di perturbazioni e il blocco atmosferico
Quello che appare chiaro, guardando la mappa sinottica, è la persistenza di una configurazione di blocco che costringe le perturbazioni atlantiche a seguire rotte più settentrionali, lasciando l’Italia ai margini dell’azione. È un meccanismo che garantisce stabilità, certo, ma che porta con sé anche un rovescio della medaglia: l’aria, ristagnando, favorisce l’accumulo di inquinanti e nebbie nelle pianure del Nord, mentre lo zero termico si mantiene su quote piuttosto elevate per il periodo, segno di una massa d’aria mite che avvolge la Penisola come una cappa. Le massime, in questo contesto, toccano punte di 20 gradi in Sicilia e non faticano a superare i 15-16 gradi su gran parte del territorio, regalando pomeriggi dal sapore decisamente primaverile, seppur a scapito delle precipitazioni che altrove, in questo periodo, sarebbero più frequenti.




