La pioggia bagna Goiania, l’esperienza di Zarco detta il passo nelle prequalifiche del Gp del Brasile
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Redazione Sport
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Ci sono voluti oltre vent’anni, ma il Motomondiale ha finalmente ritrovato il suo cammino verso il Brasile, approdando sull’Autódromo Internacional de Goiânia che porta il nome di Ayrton Senna per il secondo appuntamento di una stagione iniziata solo sette giorni prima in Thailandia. Il venerdì di prove, però, ha subito messo in mostra un volto inaspettatamente insidioso per piloti e team, con un asfalto prima umido e poi definitivamente bagnato nella parte conclusiva del pomeriggio: una condizione, quest’ultima, che ha finito per favorire chi di mestiere sa leggere le variazioni di grip con la freddezza dell’artigiano. Ed è stato proprio in questo contesto di incertezza che Johann Zarco, in sella alla Honda del team Lcr, ha imposto la propria legge, stampando il miglior tempo nella sessione di prequalifica con un 1’21’’257 che lo ha messo al comando davanti a due contendenti dal peso specifico profondamente diverso.
A dividere il francese dal secondo posto ci ha pensato, con un distacco di poco superiore al decimo, nientemeno che Marc Marquez, il campione del mondo in carica che sulla Ducati ufficiale ha dato subito dimostrazione di quella che è una delle sue qualità più riconosciute: l’adattabilità. Perché se il tracciato cambia volto – dall’asciutto al misto, fino al bagnato totale – la capacità di risposta del pilota spagnolo non sembra subire flessioni, e in una giornata segnata dal nervosismo e da qualche caduta isolata ma senza conseguenze gravi, la sua presenza costante ai vertici dei tempi ha rappresentato forse il dato meno sorprendente di un venerdì che di sorprese, in realtà, ne ha offerta almeno un’altra di rilievo. Nelle posizioni di vertice, infatti, si è inserito anche Toprak Razgatlioglu, il turco in sella alla Yamaha, a completare un trio di testa che ha messo in fila gerarchie ancora tutte da decifrare in vista del proseguimento del weekend.
Il venerdì della conferma per Marquez, la sfida del meteo cambia le gerarchie
Il meteo capriccioso di Goiania ha finito per condizionare in modo sostanziale l’intera prima giornata di prove libere, rendendo ogni uscita in pista una sorta di esercizio di interpretazione più che di pura velocità cronometrica. I piloti, comprensibilmente più guardinghi su un asfalto che per la maggior parte di loro rappresentava una scoperta assoluta, hanno dovuto fare i conti con una pista sconosciuta e con un asfalto che cambiava caratteristiche a ogni passaggio di nuvola. In questo contesto, la scelta di Zarco di spingere nel momento decisivo ha pagato, forte di un’esperienza che sul bagnato lo ha spesso visto protagonista. Dall’altra parte del box, il campione del mondo Marc Marquez ha invece confermato di non possedere alcuna particolare fragilità nemmeno in condizioni di scarsa visibilità e grip ridotto, tenendo il proprio potenziale offensivo ben celato ma pronto a emergere.
Se per il francese e per lo spagnolo la giornata si è chiusa con un bilancio più che positivo, differente è stato il percorso di Marco Bezzecchi, il vincitore del primo appuntamento stagionale in Thailandia con l’Aprilia. Sul tracciato brasiliano il riminese ha faticato a trovare il medesimo feeling che lo aveva portato al successo sette giorni prima, chiudendo la sessione in una posizione di rincalzo che lascia intravedere le difficoltà incontrate nel mettere a punto la propria RS-GP su un fondo così mutevole. Una situazione opposta, per certi versi, a quella vissuta da Pecco Bagnaia, il quale – reduce da un nono posto al traguardo di Buriram – cercava già nel venerdì brasiliano segnali di inversione di tendenza con la propria Ducati.
La scommessa del ritorno in Brasile tra asfalto incerto e valori in divenire
L’intero scenario di questo Gran Premio si inserisce in un contesto più ampio, quello del ritorno della MotoGP in Sudamerica dopo un’assenza lunga più di due decenni. Una scelta che riporta il circus mondiale su un tracciato storico ma al contempo sconosciuto ai più, livellando parzialmente il vantaggio che i team di punta solitamente accumulano con il bagaglio di dati raccolti negli anni. Per questo motivo, le variabili ambientali – e in particolare l’acqua caduta nel corso delle prime sessioni – hanno assunto un peso specifico ancora maggiore, diventando quasi un elemento di parificazione tecnica. Zarco, con la sua Honda gestita dal team di Lucio Cecchinello, ha saputo sfruttare questa finestra di opportunità meglio di altri, dimostrando come in condizioni al limite il valore del pilota possa ancora fare la differenza anche quando il mezzo non è necessariamente il più aggiornato o favorito dai pronostici.
Nel frattempo, l’attenzione si sposta già verso la giornata di sabato, che vedrà susseguirsi le ultime prove libere, le qualifiche e la prima gara Sprint del weekend. Un programma denso che costringerà tutti a compiere scelte rapide sulle coperture, con la consapevolezza che il meteo potrebbe riservare ulteriori cambi di scenario. Ma al di là delle incognite legate al cielo di Goiania, quello che il venerdì ha consegnato è un quadro di valori ancora fluido, dove l’esperienza di un veterano come Zarco ha saputo imporsi nel singolo giro, mentre la costanza di Marquez lascia intendere una capacità di gestione dell’evento che, sull’arco dell’intero weekend, potrebbe rivelarsi l’arma più affilata. Per Bezzecchi e per Bagnaia, invece, la partenza a razzo data in Thailandia sembra già appartenere a un’altra storia, e il lavoro da fare per recuperare il terreno perduto in termini di feeling con la pista appare ancora tutto in salita.




